La mossa dell’urbanista anticipa la cacciata: «Non meritano nulla»

La mossa dell’urbanista anticipa la cacciata: «Non meritano nulla»

Paolo Berdini si è dimesso togliendosi un peso importante dopo aver capito che a nulla sarebbe servita la sua battaglia: «Avevo previsto tutto».

Alla fine sono arrivate le dimissioni di Paolo Berdini. Una decisione maturata dopo aver appurato di essere stato «utilizzato come una foglia di fico», proprio lui che invece aveva lottato con ogni mezzo contro i palazzinari cercando di opporsi a quella che secondo lui è «la più imponente speculazione immobiliare del momento in Europa», ovvero lo stadio della Roma. L’ormai ex assessore all’Urbanistica si è reso conto che a nulla sarebbe servita la sua battaglia e ha quindi mandato una mail al Campidoglio e alle agenzie di stampa contenente le dimissioni: «Questi non meritano nulla», si sarebbe sfogato con un amico. «Se vi volete piegare ai costruttori, se intendete autorizzare questo vergognoso eco-mostro, che mi avete chiamato a fare? Avete sbagliato indirizzo», era solito ripetere Berdini ai consiglieri che gli chiedevano di ammorbidire la sua posizione sul progetto stadio. «E il diavolo va sconfitto, non baciato».

L’urbanista covava da tempo questa decisione e ha cominciato a preparare la sua lettera dal giorno successivo all’incontro chiarificatore con la Raggi e il vicesindaco Bergamo. Una «manovra ordita in Campidoglio per screditarmi, per scoprire chissà quali magagne, ma io ho sempre lavorato nell’interesse della città», ripeteva Berdini mentre gli amici provavano a convincerlo: «Ma non vedi come ti trattano? Non è meglio mollare?». Con l’assessore che invece rispondeva: «Ho sbagliato, mi hanno chiesto di restare ed almeno questo glielo devo, tanto il mio destino è segnato». Con questa sua dura lettera Berdini è riuscito così a togliersi un peso e ora può sentirsi finalmente sollevato: «Avevo previsto tutto».

(G.Vitale)

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