Roma, ultimo stadio. Indagine per corruzione: 9 arresti, dossier in bilico

Roma, ultimo stadio. Indagine per corruzione: 9 arresti, dossier in bilico

Il costruttore Parnasi e i collaboratori in carcere: tangenti e posti di lavoro in cambio di facilitazioni. Lanzalone, Civita e Palozzi: domiciliari

di Redazione, @forzaroma

Comprare pezzi importanti di politica e di burocrazia per superare qualsiasi ostacolo nel viaggio del progetto stadio della Roma. Con questa accusa è finito in carcere ieri mattina l’imprenditore Luca Parnasi, titolare della società Eurnova nell’inchiesta condotta dal procuratore aggiunto Paolo Ielo e dal sostituto Barbara Zuin. Inchiesta dal nome fra l’ambiguo e il beneaugurante: «Operazione Rinascimento». Come riporta “La Gazzetta dello Sport”, con Parnasi, sono stati arrestati alcuni dei suoi più stretti collaboratori, che devono rispondere di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di condotte corruttive. Ai domiciliari per concorso in corruzione invece il vice presidente del Consiglio regionale Adriano Palozzi (FI), l’ex assessore regionale Michele Civita (Pd) e Luca Lanzalone, uomo chiave dell’establishment a cinque stelle, considerato dalla Procura «garante di fatto» del progetto per il Campidoglio e ora presidente di Acea. Fra i 16 indagati ci sono il capogruppo M5S Paolo Ferrara (che si è autosospeso), due candidati dello stesso movimento alle elezioni politiche, e il consigliere comunale di FI Davide Bordoni.

La giornata si conclude con un vertice in Campidoglio che cerca di provare a disegnare una nuova, complicata road map per il nuovo stadio. La prima reazione della Raggi in mattinata era stata: «Chi ha sbagliato pagherà». Ora la Sindaca è indecisa se sospendere l’iter o andare avanti nonostante manchi all’appello un proponente (che sarà sostituito da un commissario nominato dal Tribunale). Ma il «sogno», c’è poco da fare, da vicino è diventato davvero molto lontano.

(V. Piccioni – A. Catapano)

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