Roma, Ancelotti sull’aggressione del 1983: “Per terra sanguinanti. Liedholm mi ha insegnato la serenità”

Roma, Ancelotti sull’aggressione del 1983: “Per terra sanguinanti. Liedholm mi ha insegnato la serenità”

Il tecnico del Napoli: “Una volta al Flaminio i tifosi della Lazio ci hanno am­mazzato di botte, ci tiravano le pigne sul pullman. Dal mister ho imparato uno dei sentimenti più difficili da conoscere e conservare, la serenità”

di Redazione, @forzaroma

 Il tecnico del Napoli Carlo Ancelotti, ha rilasciato un’intervista a “La Gazzetta dello Sport”, a firma Walter Veltroni. Tra gli episodi ricordati da Ancelotti anche quello di un match amichevole tra Lazio e Italia  Under 21. La Roma, presente per assistere alla partita, venne aggredita da “teppisti laziali”, come riportano le cronache dell’epoca. Dopo i tafferugli, Liedholm decise di portare via i romanisti, ma, con il pullman ancora distante, 200 laziali aspettarono i giocatori al parcheggio, che erano senza scorta, e li aggredirono anche con i sassi. “Il mio primo allenatore è stato Liedholm, tutto l’opposto dello stress – le parole di Ancelotti – Una volta al Flaminio i tifosi della Lazio ci hanno am­mazzato di botte, ci tiravano le pigne sul pullman. Noi erava­mo per terra sanguinanti, lui è salito sul pullman e ha detto: “Ragazzi tutto bene? Cosa suc­cede?”. Io da lui ho imparato uno dei sentimenti più difficili da conoscere e conservare, la serenità”.

Ricordi la tua prima partita all’Olimpico?
“Era il ’79. Liedholm, appena arrivato, mi fa giocare. Dopo un minuto Bruno Conti va al cross da sinistra, mette la palla sul secondo palo, io sono den­tro l’area, Pruzzo la schiaccia. Albertosi la para e la mette lì, ad un metro da me. Mi sono detto “Adesso faccio gol”. Era un minuto che giocavo. Ho pensato, lucidamente: “Vado sotto la curva, mi tolgo la ma­glietta e mi butto per terra”. Ti­ ro in porta e Albertosi, nel ti­rarsi su, la prende con la testa e la butta fuori. Quella partita è finita 0 a 0. Una vergogna…”.

Ricordi un episodio di Liedholm?
“Una volta eravamo in ritiro a Brunico e un tifoso la mattina, con attitudine da delatore, spiffera indignato al mister che c’erano stati giocatori al bar fi­no all’una di notte. Lui lo guar­da e dice: “Strano, ho detto a tutti di rientrare alle due!”.

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