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rassegna stampa

Re Francesco è già nella storia: “Vorrei vincere da dirigente”

L’ex capitano della Roma accolto come fosse ancora un calciatore: "Sono stato bravo a capire quando smettere, ma che dolore dopo 25 anni..."

Redazione

"Dice che ha smesso, ma in realtà...", scherza, ma non troppo, l’interista Enrico Bertolino, che conduce la serata. "Se dipendesse da noi calciatori, non smetteremmo mai...", gli risponde lui. E poi, con un velo di malinconia negli occhi: "Ma di un quarantenne suonato come me, che ve ne fareste oggi?".

FrancescoTotti, l’Imperatore di Roma, capitanoper sempre, "un patrimonio di tutto lo sport italiano", garantisce il presidente del Coni, Giovanni Malagò. Da ieri, anche Leggendaper i lettori della Gazzetta. Applaudito, fotografato, coccolato. Invocato, anche a Milano. Ride, scherza, Totti tiene il palcoscenico da attore consumato. "Sono stato bravo a capire quando smettere, ma è stato molto doloroso dopo 25 anni. Sono sincero, ogni tanto, quando guardo i miei compagni, cioè ex compagni, mi viene voglia di mettere gli scarpini". "Per me certe giocate le farai anche a 80 anni, la classe non finisce mai", gli dice Buffon dalla platea. "Gigi, sei un amico. Ci conosciamo dal 1993, dall’Under 15. Sarà per questo che ti ho fatto tutti quei gol?".

"Un giorno, chissà, troverò il mio erede...", ci spera anche lui. Guardando avanti, ma non così avanti, c’è un altro sogno da realizzare. "Scudetto alla Roma e Champions alla Juventus – gli chiedono anche in vista della super sfida prenatalizia dello Stadium –? Perché no, magari. Vincerei uno scudetto da dirigente al primo colpo, dopo averlo vinto da capitano. Non sarebbe male". E non se la cava male nemmeno da dirigente, Totti. "Io mi sono calato subito nel nuovo ruolo, e la squadra sta andando alla grande anche senza di me – sorride –. Noi proveremo ad arrivare in fondo a tutte le competizioni, abbiamo i mezzi per farlo". Il sorteggio per gli ottavi di Champions non è stato particolarmente crudele con la Roma. "Con lo Shakhtar – commenta Totti – sarà un ottavo da 50 e 50. Sono alla nostra portata, ma hanno una certa esperienza in campo internazionale e non possiamo sottovalutarli".

Parliamo di Eusebio Di Francesco, che sta andando oltre le aspettative. "Sorprendente, davvero. Lo conoscevo come uomo, ma è anche un tecnico eccezionale, sempre molto preparato. In pochi lo avrebbero detto, c’è un bel clima con lui nello spogliatoio. E in campo, con lui, la squadra ha sempre le idee chiare. Se lo avessi avuto già dallo scorso anno? Forse il mio addio sarebbe stato meno traumatico".

(A. Catapano)

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