Edin, ora non sei più solo. Doppietta anti polemiche: “Parlare non fa male…”

Edin, ora non sei più solo. Doppietta anti polemiche: “Parlare non fa male…”

Di Francesco felice: “Ma io sono qui per aiutare i miei giocatori”. Screzio finale Gerson-Bruno Peres per una goliardata non capita

A 4 giorni dall’allarme lanciato da Edin Dzeko (“Non ho toccato tanti palloni, quest’anno sarà più difficile segnare come lo scorso“), il bosniaco mette a segno una doppietta e spazza via molti dubbi: “Mica fa male parlare, serve sempre più attenzione. Se sono tornato? No, semplicemente perché non ero mica andato via. Sono sempre qui. E resterò a lungo“.

Prima della partita Damiano Tommasi gli ha consegnato un riconoscimento per la classifica cannonieri vinta la scorsa annata, 29 gol e 39 stagionali, ricorda Davide Stoppini su “La Gazzetta dello Sport“. “Ma i confronti con la squadra di un anno fa non voglio farli — ancora Dzeko — Guardiamo avanti, abbiamo fatto una bella gara. Siamo una squadra un po’ nuova, il mister pure, sta migliorando la condizione fisica: continuiamo così“. E magari i dubbi svaniscono via via. Martedì scorso s’era sentito solo, con un Nainggolan lontano e un Salah volato in Premier League. Di Francesco due giorni fa l’aveva pizzicato: “Deve giocare di più per la squadra“. “Ma io e lui parliamo sempre, c’è un bel rapporto tra di noi“, ha precisato Dzeko. Ed Eusebio ha gradito non poco: “Sono qui per aiutare i giocatori, non per complicare loro la vita. Per essere grandi bisogna soffrire insieme, lui l’ha capito. Stasera s’è messo prima a disposizione dei compagni, poi i gol sono venuti dopo“.

Dzeko ha messo a segno 21 reti nelle ultime 20 presenze in A all’Olimpico, 19 nell’anno solare 2017: nessuno come lui. Forse è per questo che Di Francesco ha potuto esultare: “Dobbiamo creare entusiasmo intorno alla squadra. Il calcio è fatto anche di sofferenze, quello di Edin martedì era solo uno sfogo. Ha fatto due gol, poteva farne anche di più“. E l’abbraccio dei compagni dopo il 3-0 vale un post su Instagram del bosniaco: «Noi siamo la famiglia». E in famiglia ci sono pure le incomprensioni: Gerson e Bruno Peres battibeccano all’uscita del campo, colpa di un buffetto scherzoso mal interpretato dal centrocampista e di un richiamo poco gradito del difensore ad allenarsi dopo la partita.

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