E Pallotta che fa? “Il club è estraneo, perciò se si tarda tornerò a Boston”

E Pallotta che fa? “Il club è estraneo, perciò se si tarda tornerò a Boston”

Il presidente: “Sono rattristato, ma mi aspetto che tutto vada avanti”. L’iter però torna in salita

di Redazione, @forzaroma

L’onda lunga della vicenda stadio investe innanzitutto la Roma e i suoi tifosi. Per questo, oltre alla magistratura, ciò che conta è il pensiero di James Pallotta. Il presidente è stato il primo motore della vicenda stadio e ieri era comprensibilmente colpito dagli sviluppi giudiziari. Non è un caso che il 28 maggio 2017, nel giorno dell’addio al calcio di Totti, avesse affermato: “Lo stadio dovrebbe essere pronto nel 2020, altrimenti avrete un nuovo proprietario”. E ora che succederà, visto che la sospensione dell’iter pare scontata?

“Siamo rattristati e costernati dalle notizie e dagli arresti – ha scritto ieri il presidente dopo aver incontrato il d.g. Baldissoni e inquadrato in toto la vicenda –. Come categoricamente affermato dalla Procura, la Roma non c’entra nulla. Inoltre, contrariamente a quanto riportato da alcuni, gli arresti non coinvolgono chi si occuperà della costruzione dello stadio e non hanno nulla a che vedere con la realizzazione dello stadio e del polo di intrattenimento circostante. Ora ci aspettiamo che il progetto venga portato avanti, senza significativi ritardi”.

Come riporta “La Gazzetta dello Sport”, detto che la Roma, vista la correttezza nella procedura per lo stadio, si aspetta che il Comune vada avanti, è logico che ci sia preoccupazione per ritardi, in grado di spingere Pallotta (che oggi lascerà la Capitale) a un disimpegno. “Vendere? Non l’ho mai detto. Solo in caso di ritardi, ma non vedo perché debbano esserci, visto che la Roma non ha fatto niente di male (infatti il titolo ha perso solo 0.57%, ndr). Certo, se il progetto si fermasse, allora dovrete venirmi a trovare a Boston. Però non capisco perché il progetto debba bloccarsi.. Tutti vogliono lo stadio. Ogni cosa doveva essere trasparente, il sindaco Raggi ha detto che sarebbe andato tutto o.k. e così è stato. Non dovremmo avere problemi. Parnasi? Non l’ho sentito. Non credo che abbia il cellulare in galera”. Postilla: se l’iter si fermasse, il club potrebbe anche chiedere i danni, innanzitutto per rientrare dei 60 milioni già spesi. Una cosa comunque è certa: un Piano B è logico che esista, e non da ieri.

(D. Stoppini – M. Cecchini)

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