rassegna stampa

Dzeko-Sanabria: un duello con vista sul futuro

Edin cerca i gol per la Champions, Tonny quelli per il riscatto e la rivincita

Redazione

Uno è il centravanti della Roma, l’altro sarebbe potuto esserlo e, contratti in mano, potrebbe ancora esserlo in futuro. Antonio "Tonny" Sanabria ed Edin Dzeko domani si troveranno di fronte a Marassi. Sanabria racconta spesso ai suoi compagni la sua prima vita italiana, dal 2013 al 2015 fra Sassuolo e Roma, 4 presenze in tutto in A, prima di mettere la prua verso la Spagna, destinazione Gijon. "Ero timido, non avevo la testa giusta, e poi non parlavo la vostra lingua". Il Genoa, dopo due anni e mezzo al Betis, avrebbe dovuto rappresentare la rinascita. Sinora non è stato un successo, ma la sfida coi giallorossi potrebbe essere quella del suo atteso riscatto. Perché il bilancio, per ora, è in rosso. Tre gol nelle prime 4 partite illusero i genoani di avere davvero trovato l’erede di Piatek. Invece la sua stella si è appannata in fretta. Come riporta La Gazzetta dello Sport, il Genoa gli chiede altri gol pesanti per tenere a galla i rossoblù, ma il suo futuro è tutto da decidere: Sanabria è arrivato in prestito oneroso con diritto di riscatto già fissato a 20 milioni. Un diritto che dovrebbe diventare obbligo se dovesse segnare 9 gol prima di fine campionato, oppure 18 entro il giugno 2020. Impresa dura, se guardiamo il presente. A Trigoria, la buona notizia è che Edin Dzeko sta bene e non avverte più dolore alla caviglia: ieri si è allenato e domani sarà al centro dell’attacco giallorosso. A Marassi, Dzeko ha già segnato due volte, ma solo contro la Samp, la seconda nella gara che ha rischiato di essere l’ultima della sua carriera giallorossa. Il 24 gennaio 2018, infatti, Di Francesco lo mandò in campo con la consapevolezza che da lì a pochi giorni il bosniaco sarebbe volato a Londra per giocare nel Chelsea (di Conte) a cui la Roma lo aveva ceduto. Edin scese in campo nervosissimo, rimediò un giallo dopo pochi minuti, ma poi segnò un gol che non servì alla Roma per vincere la partita, ma forse lo convinse a rimanere. Rientrato nella Capitale, anche su suggerimento della moglie, rimandò al mittente l’offerta del Chelsea e rimase alla Roma, che grazie ai suoi gol arrivò ad un passo dalla finale di Champions. Ora le sue reti servono per tornarci e portare nelle casse della società quei milioni (almeno 50) necessari per confermare i calciatori più forti della rosa, tra cui c’è ovviamente lui, e garantire al prossimo allenatore una squadra di qualità. Con Dzeko, il cui contratto scade tra un anno, forse ancora al centro dell’attacco.