Stadio della Roma: ultimi dieci giorni, poi tutto da rifare

Stadio della Roma: ultimi dieci giorni, poi tutto da rifare

I tempi potrebbero allungarsi ancora di più se, entro fine mese, il Comune non presenterà in Regione la nuova delibera di pubblico interesse

«Lo stadio sfortunatamente avrà un anno di ritardo, non ci saranno più le torri, gli uffici anche. Ma abbiamo bisogno di questo stadio per competere con le altre squadre, abbiamo fatto un ottimo lavoro, ma per competere con queste squadre ne abbiamo bisogno, come potenziale economico possiamo entrare tra le prime 4-5»: finalmente Pallotta, presidente della Roma, sembra aver percepito i tempi reali del progetto Stadio di Tor di ValleTempi che potrebbero allungarsi se, entro fine mese, il Comune non presenterà in Regione la nuova delibera di pubblico interesse adottata almeno in Giunta e la Roma una bozza del nuovo progetto. Senza questi documenti, la Conferenza di Servizi si chiuderà con una bocciatura e, quindi, si ricomincerà tutto da capo. Per scongiurare questa eventualità che comporterebbe almeno altri 6-9 mesi di attesa, ieri emissari tecnici dei proponenti hanno portato al neo assessore all’Urbanistica, Luca Montuori, due nuove planimetrie e la lista delle opere pubbliche da inserire nella nuova delibera separando quelle che danno origine a cubature a compensazione dalle altre.

Una procedura che potrebbe consentire agli uffici capitolini di tentare in extremis di buttar giù il testo della nuova delibera: «L’incontro è andato molto bene, abbiamo ricevuto delle schede tecniche e altri elaborati che ci permettono di verificare la sussistenza dell’interesse pubblico del progetto e di lavorare alla definizione di un approfondimento necessario, perché ovviamente i progetti sono cose serie e non si fanno né in una notte, né in due giorni. Ci vuole tutto il tempo per valutare, vedere e approfondire ma direi che siamo nella direzione giusta», ha detto l’assessore Montuori che si è detto fiducioso circa il rispetto dei tempi. Su Tor di Valle, una battuta anche dall’assessore allo Sport, Daniele Frongia: «Non possiamo prevedere nulla relativamente all’apposizione del vincolo», ha detto a Radio Radio. Per Frongia, però, è il Flaminio il tema del giorno: «È uno stadio estremamente importante, abbiamo iniziato un’analisi sugli interventi da fare. Parallelamente ci sarà una fase di progetto partecipato, ascolto della città, associazioni, comitati, cittadini, soggetti pubblici e privati. Molti di questi ci hanno già consegnato un progetto. Ma non saranno minimamente presi in considerazione idee che possano stravolgere la vocazione sportiva del Flaminio e trasformarlo con interventi come realizzazione di centri commerciali o parcheggi sotterranei», ha detto l’ex Vicesindaco a margine di una seduta della Commissione Sport.

A chi gli chiedeva dell’interessamento da parte della Lazio in riferimento ad una petizione firmata da diversi cittadini, l’assessore Frongia risponde: «Credo che oltre 5 o 6 mila tifosi della Lazio hanno chiesto al proprio presidente di valutare l’ipotesi di prendere lo stadio Flaminio. Di contro registriamo da parte del presidente Lotito, il non interesse ad acquisire o utilizzare l’impianto Flaminio. Nel comunicato della Lazio qualche settimana fa si esprimeva questo interesse, di fatto non c’è stata alcuna proposta e non c’è stato e non è previsto nessun incontro», anche se rimangono insistenti le voci di una prossima visita di Lotito proprio da Frongia. In chiusura, coda polemica delle opposizioni in Consiglio comunale: giovedì 23 seduta straordinaria dedicata allo Stadio ma la Raggi è in vacanza.

(F. M. Magliaro)

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