Roma, la meglio gioventù

Roma, la meglio gioventù

La Roma di Mosca aveva una media di 24,14 anni, cambi inclusi, una squadra giovane che sta fiorendo

di Redazione, @forzaroma

Quanto si sta facendo bella questa gioventù. La Roma baby cresce, prende forma e non tradisce le aspettative. A chi più e a chi meno è servito tempo per ambientarsi, conoscere i compagni e affinare l’intesa in campo, entrare negli schemi di Di Francesco e gestire la pressione di questa strana città, dove un giorno sei un bidone e quello dopo un campione, ma la primavera a Trigoria sembra arrivata in anticipo quest’anno, perché i giovani stanno fiorendo. “Non ero e non eravamo scarsi prima, non siamo fenomeni adesso”, ha correttamente fatto notare Lorenzo Pellegrini dopo un’altra prova di talento. Lui sa cosa significano le critiche, ci è passato nel suo primo anno in giallorosso in cui ha reso sotto il suo potenziale, oggi sembra un altro giocatore, più consapevole dei propri mezzi, in grado di fare la differenza anche in Champions League. Il gol nel derby – riporta “Il Tempo” – l’ha liberato mentalmente, il nuovo ruolo lo ha alleggerito dai compiti difensivi, ma a testimoniare che è la testa a incidere più di ogni cosa c’è la prestazione comunque buona fatta a Firenze da mediano: è diventato un jolly lui che prima non trovava posto nella Roma, chiuso da Nainggolan e Strootman. Le cessioni dei big gli hanno spianato la strada, ma non era certo semplice sbocciare da trequartista nell’anno in cui Monchi ha comprato un certo Pastore, limitato dagli infortuni. L’argentino a Mosca era in tribuna e Pellegrini in campo a fare il 3° assist in 3 presenze in Champions, una cosa che in
un club italiano non si vedeva da Seedorf nel 2007 con il Milan, e a segnare pure il suo primo gol nella massima competizione europea. Quello decisivo. Ventidue anni lui, 23 Cristante che finalmente ha fatto intravedere le sue qualità, anche se potrebbe dare molto di più. L’Europa ispira Kluivert, in gol all’esordio nella sfida col Plzen e “vivo”, per dirla alla Di Francesco, in casa del Cska alla sua terza gara da titolare con la Roma, di cui due in Champions. I giovani (e non solo) si esaltano nelle grandi notti, ecco perché il tecnico romanista fa scelte più coraggiose in campo europeo che in campionato, come con Zaniolo a Madrid (a Mosca ottimo impatto da subentrato, approccio giusto e gol sfiorato) ma anche con Gerson (altro giovane che sta facendo enormi progressi durante il prestito secco alla Fiorentina) un anno fa a Londra col ChelseaKluivert ha mostrato cose molto interessanti, come le sue innate doti da contropiedista, e ha proposto ottimi assist poi sprecati da Dzeko e Florenzi, quello che gli manca è la continuità nella gara e una maggiore applicazione difensiva, ma «è un classe ’99, concediamogli qualcosa», dice a ragione Di Francesco. La Roma di Mosca aveva una media di 24,14 anni, cambi inclusi, una squadra giovane che sta fiorendo: la linea verde sta pagando e la strategia societaria sta trovando risposte positive. Meglio così, visto che il mercato continuerà a seguire questa strada: osservato speciale della doppia sfida col Cska è stato il ventenne Akhmetov, centrocampista che è piaciuto sia all’andata sia al ritorno a Monchi, che l’ha messo nella lista degli acquisti per il futuro.

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