rassegna stampa

Roma, basta scuse: «Torniamo a vincere»

Con l’Atalanta all’Olimpico per cancellare la figuraccia di Barcellona. Garcia: «Inutile piangersi addosso, siamo arrabbiati e ci riscatteremo»

Redazione

Il tempo delle scuse è finito. Ci ha pensato il dg Baldissoni a presentarle a quei tifosi che, dallo «spicchio» alto del Camp Nou, hanno assistito dal vivo alla figuraccia della Roma, presa a schiaffi dal Barcellona. Garcia non ha chiesto «perdono» a caldo e prosegue sulla sua linea di «normalizzazione» della sconfitta, tanto quello che pensa s’è capito ancor prima della partita di Champions: la corazzata di Luis Enrique è troppo forte per tutti in questo momento.

Alla vigilia della sfida con l’Atalanta gli chiedono se vuole aggiungere le sue scuse, ma Rudi gira a largo. «Capisco la delusione dei tifosi - spiega il francese - anche la squadra era sotto terra dopo la gara, ma non c'è tempo per piangersi addosso: io guardo sempre avanti. Siamo dei combattenti, si riparte in campionato e vogliamo i 3 punti. E spero di rivedere la Curva Sud». Non verrà accontentato, gli ultras resteranno ancora fuori da un Olimpico ancora più blindato oggi causa misure di sicurezza anti-terrorismo ulteriormente delineate in una riunione di ieri.

La Roma dovrà cavarsela da sola, senza il tifo più caldo, per scrollarsi subito di dosso l’umiliazione di Champions. «Siamo tutti responsabili quando arriva un ko così - prosegue il tecnico - ma dall'inizio della stagione, a parte il primo tempo a Borisov e la gara col Barça, non ho visto altre partite in cui abbiamo mancato di giocare bene. Al Camp Nou abbiamo avuto poche possibilità di "esistere", anche se potevamo segnare tre gol in più così come prenderne altri due, ma è totalmente falso dire che abbiamo iniziato già sconfitti. Forse sapere che la partita vera sarebbe stata quella col Bate ci ha tolto la spinta in più per lottare. Però essere più arrabbiati, prendere dei cartellini e rischiare di infortunarsi sarebbe stato un atteggiamento ugualmente sbagliato».

Quel limbo in cui i giallorossi continuano a camminare lascia aperta ogni possibilità. Rudi lo sa e difende il gruppo: «La squadra ha personalità, quando è stata spalle al muro ha sempre dimostrato di saper reagire, altrimenti non sarebbe possibile essere a 3 punti dal primo posto in classifica e a 90 minuti dalla qualificazione agli ottavi di Champions. Ora con l’Atalanta dobbiamo sfruttare questa opportunità, giochiamo in casa e siamo arrabbiati - aggiunge Garcia - vincere ci porterebbe ancora più in alto». Vero, con un successo oggi la Roma si riprenderebbe la vetta per un giorno, sicura di perderla domani al termine di Napoli-Inter e Sassuolo-Fiorentina, ma con la concreta possibilità di recuperare punti ad almeno due squadre.

L’allenatore fissa gli obiettivi: «Superare il girone in Europa qualificarci per la terza volta di fila in Champions - conclude il francese - poi è ovvio che vogliamo lottare per restare in alto fino al termine della stagione». Insomma allo scudetto ci crede ma è meglio mantenere il profilo basso.

Dall’altra parte si presenta un motivatissimo Reja, che ha perso alla vigilia Pinilla eppure promette battaglia: «Per me è come un derby». Non che ne abbia vinti moltissimi.

(A. Austini)