rassegna stampa

Zaniolo e i campioni? Non ci sono paragoni

LaPresse

Il gioiello della Roma cresce, segna, convince e gli accostamenti con i big si sprecano. Di Francesco lo protegge, lui ha il duro compito di mantenere le splendide aspettative

Redazione

Pogba, Zidane, Kakà o Totti: chi offre di più? E' caccia al chi ci ricorda, al chi diventerà. Nicolò Zaniolo è entrato - non per colpa sua - nella spirale amorosa (romana e non solo), quella che ti porta alle stelle senza passare dal primo piano, scrive Alessandro Angeloni su Il Messaggero.

Ed ecco che Corvia era Casiraghi o Vieri, che Cerci era Henry, Locatelli Rivera e così via (a Roma e non solo). L'augurio è che Nicolò diventi ancor più forte di quelli a cui viene paragonato fino a ora, ma lasciamo che la sua carriera si racconti anno dopo anno, partita dopo partita, senza correre, senza cercare la paternità del soprannome giusto o del paragone azzeccato.  Di sicuro, oggi, la Fiorentina che lo scartò (con Gianluca Mancini ora all'Atalanta e un futuro forse anche lui alla Roma) e l'Inter che rinunciò a lui per Nainggolan, lo rimpiangono.

Zaniolo segna gol (due) belli, quando esulta non si esibisce in balletti preconfezionati, a tanti piace per questo. Corre, alza le braccia, sorride.  Di Zaniolo si sono innamorati i bambini, e pure qualche attempatello.

Di Zaniolo si è innamorato Di Francesco, che lo tiene sott'occhio e lo bacchetta alla minima alzata di testa. E si dovrà innamorare Monchi, che avrà il compito di non cedere a tentazioni di offerte irrinunciabili. A qualcosa, nella vita, si deve sempre rinunciare, no? Uno che gioca nella Roma e ha un nonno che si chiama Centurio, può davvero tutto.