Totti, lo sposo dimesso

Totti, lo sposo dimesso

Sarebbe un eroe se si dimettesse subito, questo pensano tanti tifosi della Roma

di Redazione, @forzaroma

Le parole di De Rossi lo invitano all’esame di coscienza e, magari, a prendere decisioni forti. Ci ha pensato, certo che ci ha pensato, Francesco, scrive Alessandro Angeloni su Il Messaggero.

Il messaggio di Daniele a Checco è stato chiaro: “Fai il dirigente senza potere, io questa fine non la voglio fare, per questo me ne vado”. Boom, colpito. Non affondato.

E Totti che fa? Mica vorrà lasciare il tutto così. Ed ecco, appunto, ci ha pensato, eccome, anche in queste ore in cui si trova in Kuwait (per partecipare al Al-Round Tournament, un torneo di futsal). Sarebbe un eroe se si dimettesse subito, questo pensano tanti tifosi della Roma.

Francesco ha scritto a De Rossi: “Un giorno torneremo grandi insieme”. Vuol dire che ora il Capitano (ex), grande, non si sente. Non ci si sente in questo contesto, perché poco utilizzato, poco ascoltato.

Totti sa perfettamente di avere dei nemici all’interno del club, non è mistero che uno di questi sia Franco Baldini, presenza ufficializzata da De Rossi nell’ultima conferenza stampa.

Ma dimettendosi la darebbe vinta a chi non vede l’ora di liberarsi di lui. Ciò che dispiace a Totti. Ma è anche vero che lì, adesso ha poco senso e dovrà decidere cosa fare da grande. Non può essere usato come uomo sulla poltrona, come quello da esibire per qualche selfie, per qualche autografo o come testimonial di un torneo o di una qualsiasi manifestazione, o per denunciare i problemi con gli arbitri (con l’Inter, ad esempio) o per paventare l’arrivo di un grande allenatore (Conte), quando poi «le condizioni» non c’erano e, stando a quanto racconta De Rossi stesso, ce ne sono meno di quanto si pensasse.

Siamo sicuri che questa Roma sia compatibile con Totti, o viceversa? Il dubbio c’è.

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