rassegna stampa

Stadio, così la rete di Parnasi cancellò il vincolo sul Tevere

Nelle carte del Riesame la trattativa segreta con Prosperetti per evitare di modificare il progetto. I contatti del soprintendente con il dirigente del Mibact: diremo che il ricorso è inammissibile

Redazione

Che la rete del costruttore Luca Parnasi si fosse ben ramificata tanto al Mibact (ministero dei Beni Culturali) quanto alla Soprintendenza, è ormai noto, come scrive Sara Menafra su Il Messaggero. Ma negli atti depositati al tribunale del Riesame, che ieri ha discusso della posizione di alcuni degli arrestati, mentre il gip ha respinto la richiesta di scarcerazione dai domiciliari di Luca Lanzalone, c'è traccia della trattativa con cui l'azienda è riuscita a superare persino il limite di legge che vieta di costruire entro 150 metri dall'argine del fiume, in questo caso il Tevere.

Il soprintendente Francesco Prosperetti, ora accusato di corruzione, in passato ha contattato i progettisti di Eurnova chiedendogli un'aggiustatina al progetto. Propone di girare un po' l'intero stadio. L'idea è, riassumono i carabinieri del Nucleo investigativo, "che si possa verificare un cambio di orientamento o un qualcosa che mitighi la percezione del volume dello Stadio dall'area golenale del Tevere, aggiustamenti dell'asse che gli consentano poi di dire che si è operato in maniera da allontanare il volume dello stadio dal Tevere".

Sebbene il limite di legge sia legato anche al rischio idrogeologico, il gruppo Parnasi non vuole cedere e allora il soprintendente si rivolge al dirigente dell'ufficio legislativo del Mibact, Paolo Carpentieri, che, secondo i carabinieri, sarebbe stato "avvicinato" dai consulenti del costruttore.

Gli racconta che alla proposta di modificare anche solo di poco il progetto, quelli di Eurnova "si sono strappati i capelli" e si dice disposto a riproporre il vincolo. Ma il dirigente ministeriale non si scompose. 

Anche il dg del comune di Roma, Franco Giampaoletti, dopo un primo verbale, richiamato in procura ha fatto alcune ammissioni: "Nessuno ha mai chiesto all'avvocato Luca Lanzalone di non occuparsi più dello stadio".