Scelta del giudice errata, il processo Parnasi deve ripartire da zero

Scelta del giudice errata, il processo Parnasi deve ripartire da zero

Il colpo di scena, che arriva dopo il mancato accordo tra gli avvocati del costruttore romano e la procura sul patteggiamento dell’imputato principale, allunga i tempi

di Redazione, @forzaroma

L’obiezione che fa ripartire da zero l’udienza preliminare, gli avvocati di Luca Parnasi, Fabrizio Merluzzi ed Emilio Ricci, l’hanno riservata per una delle ultime udienze davanti al gup, scrive Valentina Errante su Il Messaggero.

L’incompatibilità del giudice Costantino De Robbio, che non potrà decidere se mandare a processo i quattordici imputati, perché durante le indagini preliminari era intervenuto nel ruolo di gip, firmando un decreto di intercettazione, è stata riconosciuto in un’ordinanza trasmessa al capo dei giudici.

Il colpo di scena, che arriva dopo il mancato accordo tra gli avvocati di Parnasi e la procura sul patteggiamento dell’imputato principale, allunga i tempi. Di certo l’udienza preliminare sarà fissata in autunno, quando la Corte Costituzionale è chiamata a pronunciarsi sulla retroattività della cosiddetta Spazzacorrotti, la legge colpirebbe anche Parnasi, sebbene l’approvazione sia successiva ai reati contestati, pregiudicando pene più miti (in caso di un rito alternativo) e, soprattutto, escludendo misure alternative al carcere in caso di condanna.

All’autunno slittano anche i patteggiamenti a due anni di reclusione, chiesti da tre ex manager della società Eurnova: Luca Caporilli, Giulio Mangosi e Simone Contasta, accusati di associazione a delinquere insieme a Parnasi.

È già a processo, invece, l’ex superconsulente della sindaca Virginia Raggi, l’avvocato genovese Luca Lanzalone, ingaggiato senza contratto ufficiale, ma incaricato di seguire i dossier più delicati, in particolare quello su Tor di Valle.

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