Roma, le riserve di caccia

Roma, le riserve di caccia

I vari infortuni muscolari, ultimi quelli di Bruno Peres e Perotti, impongono a Spalletti di puntare per forza sulle seconde linee anche in campionato

La Roma fino a questo momento ha puntato molto sugli stessi uomini, ruotandoli spesso di posizione e poco si è affidata alle così dette alternative. Le assenze fisse di Ruediger e di Vermaelen, più ovviamente Mario Rui, come evidenzia Alessandro Angeloni su Il Messaggero, non hanno aiutato.

E i vari infortuni muscolari, ultimi quelli di Bruno Peres e Perotti (fuori entrambi per due settimane) impongono a Spalletti di puntare per forza sulle seconde linee, non solo nelle sfide infrasettimanali di Europa League, ma anche per il campionato.

Magari, presto, anche Fazio finirà per non giocarle tutte quando rientreranno a pieno regime Ruediger e Vermaelen, ma queste gare consecutive nelle quali è stato schierato da titolare lo hanno reso inevitabilmente più affidabile, pronto.

Anche la Roma dell’ultimo scudetto aveva il suo Fazio: era Cristiano Zanetti, chiamato a sostituire subito Emerson, rottosi prima del via. E poi, i vari Mangone, Nakata, la riserva di lusso Montella, per non parlare delle preziosissime presenze di Aldair.

Tra gli alternativi più utilizzati c’è Paredes: tre volte titolare in campionato per 6 presenze complessive e 300 minuti giocati, 47 in Champions (5′ nell’andata con il Porto, 42′ da titolare nel ritorno) e 180 in Europa League. A Napoli sperimentato pure vicino a De Rossi. Qualcosa si è mosso, ora tocca a loro. Per non essere più definite riserve.

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