Monchi la prima svolta

Monchi la prima svolta

La Roma pronta a ufficializzare il nuovo direttore sportivo: lo spagnolo sarà nella Capitale già la prossima settimana. Ha subito iniziato a lavorare per Pallotta e indicato Emery come erede di Spalletti. Baldini, invece, preferirebbe Sarri

In mezzo a tanta attesa e anti punti interrogativi l’unica certezza in casa Roma, come scrive Ugo Trani su Il Messaggero, è il nuovo ds.

Monchi svicola, ma Pallotta, su consiglio di Baldini, ha da tempo deciso di affidare a lui la nuova rifondazione a Trigoria. L’annuncio è imminente, già la prossima settimana, quando arriverà finalmente nella Capitale.

La strategia di Monchi è abbastanza chiara. Se fosse per lui, non avrebbe dubbi e prenderebbe Emery.  Il ds vorrebbe andare sul sicuro nella sua prima esperienza lontano da casa. Ecco perché preferirebbe interagire con chi conosce bene. Il Psg non sembra orientata ad insistere con lo spagnolo. Nemmeno se vincesse il titolo. I francesi avrebbero già riallacciato i contatti con Wenger e sondato Mancini. A Trigoria Emery potrebbe firmare il triennale (stessa durata del ds: scelta non casuale) che gli è stato promesso dagli uomini di Pallotta. L’alternativa di Monchi, sin dall’inizio della nuova collaborazione, è Sampaoli.

Emery guadagna 4,5 milioni netti all’anno più bonus e la Roma è pronta ad accontentarlo. Lui, come altri di prima fascia: se l’allenatore sarà di alto profilo, la cifra stanziata per l’ingaggio avrà un tetto inedito per la società giallorossa: 5 milioni. Dietro le quinte, con la regia sempre di Baldini, esistono anche altri big della panchina che, al momento, non hanno ancora deciso cosa fare nella prossima stagione (in particolare chi è sotto contratto).

Sarri, tra i tecnici del nostro campionato, è sempre il primo della lista. Ma, come Emery, è vincolato. Si può prendere pagando la penale di 8 milioni al Napoli, anche perché il suo stipendio è di 1 milione e mezzo. Se Montella si è appena riavvicinato al Milan, da tenere sotto controllo le posizioni di Paulo Sousa, stimato dal management italiano di Pallotta, e Mancini.

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