Lucio contro Lucio

Lucio contro Lucio

La Roma salita al secondo posto in campionato è figlia del cambio di strategia del suo allenatore. Meno possesso palla, più contropiede e squadra ogni volta diversa: ecco lo Spalletti di fine 2016

Nella Roma che cambia continuamente pelle, Spalletti recita la parte del protagonista. Ancora una volta, proprio nell’emergenza, Lucio potrebbe aver trovato la quadratura del cerchio. Dieci anni fa, scrive Stefano Carina su Il Messaggero, bisognava porre rimedio all’assenza di un numero 9 e s’inventò Totti centravanti. Ridurre tutto alla semplice rinuncia del possesso palla nelle ultime due partite (34% contro i nerazzurri e 42% contro il Napoli) e all’utilizzo del contropiede, sarebbe riduttivo. Perché nella continua metamorfosi della Roma, il tecnico continua a proporre una squadra sempre diversa. E probabilmente visto il filotto di avversari che incontrerà prima del derby (Austria Vienna, Palermo, Sassuolo, Empoli, Bologna, Atalanta, Viktoria Plzen e Pescara) sarà costretto a cambiare ancora.
Dal suo ritorno nella capitale, il tecnico toscano solo una volta ha schierato lo stesso undici di partenza per due gare consecutive (con Inter e Lazio nella passata stagione), e ciò la dice lunga sulle capacità camaleontiche dell’allenatore. Lo scorso anno Lucio nel girone di ritorno utilizzò 25 elementi. Quest’anno, prima dell’impiego per un minuto di Gerson a Napoli, i calciatori impiegati in campionato erano stati appena 18, il minimo in serie A. Per intenderci: senza chiamare in causa la Juventus (22), il Crotone ne ha impiegati 24. L’Empoli e il Palermo 23. Anche Sarri, da sempre restio al turnover, ha cambiato di più (21). Un dato che si spiega parzialmente con le appena otto giornate trascorse (e con i ko di Mario Rui e Ruediger) ma che pare essere la conferma di una rosa ristretta, alla quale il tecnico ha posto rimedio affidandosi (quasi) sempre agli stessi. Meno calciatori impiegati, minore suddivisione delle reti. Quella che lo scorso anno era conosciuta come la cooperativa del gol, ha lasciato spazio ai soliti noti’. Ora in campionato segnano sempre i vari Dzeko, Salah, Perotti, Totti o El Shaarawy, gli attaccanti.
Spalletti dimostra di saper vestire abilmente sia i panni del professore intransigente che quelli del fine psicologo. Il famoso bastone e carota. Circola un aneddoto a Trigoria che lo vede, prima della festa dei 40 anni di Totti, riunirsi con la squadra nello spogliatoio. La Roma è reduce dal brutto ko contro il Torino e nell’immediato post-gara sono stati informati i media che la settimana entrante sarà caratterizzata dalle doppie sedute. Il discorso di Lucio al gruppo, parola più, parola meno, segue questo filo conduttore: io vi tolgo le doppie sedute, l’allenamento della mattina post-festa e vi permetto di restare anche oltre l’orario canonico della mezzanotte e mezza. Voglio però vedere cosa mi date in cambio. La risposta non si è fatta attendere: tre successi di fila (Astra Giurgiu, Inter e Napoli) e una ritrovata compattezza.

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