Le punte si sacrificano poco, ecco perché in difesa si balla

Le punte si sacrificano poco, ecco perché in difesa si balla

Il reparto arretrato giallorosso è il settimo del torneo, anche se Spalletti non ha mai potuto schierare quelli che a fine agosto venivano considerati i titolari

In una Roma che segna tanto fa da contraltare una difesa che ancora è da registrare. Al momento il reparto giallorosso è il settimo del torneo (16 reti al passivo), dietro Juventus, Fiorentina, Lazio, Atalanta, Napoli e Genoa. Giustificazioni a Spalletti non mancano: in primis quella di non aver mai potuto schierare quello che a fine agosto veniva ritenuto il reparto titolare (Florenzi-Ruediger-Manolas-Mario Rui). Ma c’è di più, perché nemmeno il mercato ha dato una mano a Lucio, lasciandogli scoperte le fasce difensive, formate – Mario Rui a parte – esclusivamente da calciatori in parte adattati e offensivi, poco dediti alla fase difensiva (Florenzi, Peres, Emerson Palmieri), come scrive Stefano Carina su Il Messaggero.

Per spiegare la permeabilità della Roma un’altra chiave di lettura è arrivata dal post Roma-Pescara, dove gli abruzzesi, a secco da quattro giornate, sono riusciti a segnare due reti, sfiorando ripetutamente la terza. A fornirla, sono stati due ex compagni di squadra, Panucci e De Rossi. Alla domanda dell’ex terzino, ora opinionista tv («Daniele, ma come mai subite così tanto?È forse una questione di uomini sotto palla? Ricordo che quando c’ero io Luciano ne voleva dieci»), il nazionale azzurro non ha potuto far altro che confermare le impressioni di Panucci: «Rispetto a quando giocavi con noi, gli interpreti di allora erano diversi. C’erano Taddei, Mancini e Perrotta che correvano molto e coprivano. Ora ne abbiamo altri forti che hanno forse meno qualità difensiva. Dirò una banalità, ma il miglior modo di difendere adesso, è tener palla e non lo abbiamo fatto». Parole che evidenziano due problemi: 1) Trovare l’equilibrio per Spalletti schierando contemporaneamente Peres, Salah, Perotti e Dzeko non è semplice, visto che il brasiliano è il classico esterno da 3-5-2 e sugli esterni offensivi del 4-2-3-1 la Roma in rosa ha soltanto calciatori che puntano la porta, poco propensi al rientro 2) mancanza di un regista.

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