La Roma riparte dal via. E spunta l’idea Blanc

La Roma riparte dal via. E spunta l’idea Blanc

Monchi spinge per Emery, Baldini per Blanc. La certezza per ora è solo la partenza di Spalletti

“Frank”, come chiamano Baldini a Trigoria, si è messo al lavoro da qualche settimana. Deve trovare il sostituto di Spalletti e Pallotta si fida solo di lui, come scrive Ugo Trani su Il Messaggero.  Il presidente non gli ha messo fretta: basta che il tecnico abbia il profilo ideale: valorizzare i ragazzi del vivaio e, per il momento, non chiedere gli investimenti che il Financial Fair Play, fino al 2018, impedisce al club giallorosso.

I contatti, avvertendo per correttezza Monchi (del resto pure il nuovo diesse lo ha scelto lui), con i candidati lievitano: in scena, il regista, ha appena riconvocato Blanc.

Baldini da anni, per conto della Roma, chiama gli stessi tecnici. Che appaiono e scompaiono come se niente fosse. Blanc fu avvicinato nel 2012, prima della virata su Zeman (a proposito di cavalli di ritorno), e nella primavera del 2013, quando non perse il ballottaggio contro il connazionale Garcia. Il consulente è di nuovo tentato da Blanc che gli piace per l’immagine e per l’esperienza. L’ex ct dei Bleus ha lo spessore internazionale che serve alla Roma, è aziendalista chic e conosce il nostro campionato (e la nostra lingua), avendo giocato in Italia sia nel Napoli (1991-1992) sia nell’Inter (1999-2001). Dalla Francia confermano l’interessamento del club giallorosso.

Monchi spinge per Emery. Lo spagnolo, come Blanc, ci finì anche in passato. E come Montella, dopo l’addio di Luis Enrique. Vincenzino, in ballo fino a pochi giorni fa, adesso sembra aver convinto Fassone e quindi dovrebbe restare al Milan. Lucho, invece, lascerà il Barcellona. Ma, interpellato dall’amico «Frank», ha declinato il nuovo invito a Trigoria: andrà al mare. Dalla lista, oltre al preferito Sarri, il consulente non esclude Gasperini, Mancini e Paulo Sousa.

Baldini, presentandosi nella Capitale lo scorso 22 marzo, ha provato a trattenere Spalletti, nel vertice in pizzeria con Pallotta e il management italiano del club. Niente da fare. Anche perché il presidente, davanti ai suoi collaboratori, avrebbe rispedito al mittente alcune richieste del tecnico (il condizionale ci sta, nonostante i tanti testimoni).

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