Là dov’è l’arte (e la mente) nulla è impossibile

Là dov’è l’arte (e la mente) nulla è impossibile

Il segreto del successo è la forza mentale. Come quella che hanno avuto Totti e il suo amico Federer, ieri campione a Wimbledon con 35 primavere sulle spalle

Là dov’è l’arte nulla è impossibile. L’abbiamo scritto mille volte parlando di chi aveva fermato il tempo, prima di essere fermato. Parlando di Francesco Totti, insomma. Uno che ha fatto cose impensabili quando i suoi (ex) colleghi coetanei da anni se ne stavano a casa davanti alla tv. Uno che è amico del Re di Wimbledon. E non può essere un caso che il Capitano e King Roger siano così legati. Dato mille volte per finito, Federer si è sempre rialzato sulle punte dei piedi, continuando a deliziare il mondo con le sue giocate. Un po’ quello che, se ci pensate, ha saputo fare Totti, inchiodando per anni le lancette dell’orologio. Oppure quanto hanno regalato allo sport Kobe Bryant e Michael Jordan, due fuoriclasse della palla a spicchi.

Là dov’è l’arte nulla è impossibile. Certo, ma il tutto non può essere riassunto solo in una questione di tecnica. Di abilità. È (soprattutto) roba di dna, di cromosomi, di natura. E, scrive Ferretti su il Messaggero, di testa. Non esiste, e non è mai esistito al mondo un fuoriclasse sportivo che non abbia avuto una grande capoccia. Quelli che illuminano la scena per anni all’infinito hanno un forza mentale al di fuori della norma e della normalità.

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