rassegna stampa

Benvenuti a Trigoria per il ritiro light allargato ai parenti

LaPresse

Riunione di un'ora nello spogliatoio: Di Francesco pretende più partecipazione dai giocatori. Severo anche Monchi

Redazione

Il copione è sempre lo stesso. O quasi. Perché dopo ogni gara, ma soprattutto dopo un ko, tecnico e squadra si ritrovano il giorno dopo per fare il punto della situazione. Stavolta, però, alla consueta riunione del day-after ha voluto partecipare anche Monchi che nella serata di sabato aveva deciso di mandare la squadra in ritiro. Una presenza che equivale ad un forte segnale al gruppo: il ds si schiera (nuovamente) al fianco di Di Francesco. Il tecnico, scrive Stefano Carina su Il Messaggero, ha richiamato lo spogliatoio alle proprie responsabilità e soprattutto a tirare fuori la personalità. Parole alle quali si è accodato Monchi per una dura reprimenda che è durata quasi un'ora.

La scelta di andare in ritiro (al quale partecipano anche gli infortunati Pellegrini, Dzeko, El Shaarawy e De Rossi), è stata presa con qualche mugugno dalla squadra. A mediare ci ha pensato Totti che ha fatto capire al gruppo (al quale nel pomeriggio è stato poi consentito d'incontrare i familiari, aprendo loro le porte del Fulvio Bernardini) come fosse una decisione inevitabile. E probabilmente anche indolore. La Roma infatti domani parte per Plzen. Tradotto: anche se il ritiro, al momento, è sino a tempo indeterminato, non è da escludere che a fronte di un successo in Repubblica Ceca, giovedì i calciatori possano poi tornare a casa. Alla fine quindi di ritiro vero e proprio (a scopo punitivo) la squadra avrebbe fatto appena un paio di giorni. Non un dramma e soprattutto con risvolti positivi a livello mediatico visto che da più parti (in realtà soprattutto sui social) si richiamava ad un intervento da parte della società.