Alla ricerca dell’equilibrio perduto nel nome di Salah

Alla ricerca dell’equilibrio perduto nel nome di Salah

Con Momo in campo la squadra è portata a subire gol con più frequenza. Il tecnico valuta un ritorno ai “quattro” in difesa

Nessuno ce l’ha con Salah, scrive Alessandro Angeloni su Il Messaggero. Questo è solo un ragionamento tattico basato su numeri e sensazioni. La presenza di Salah dà tanto in fase di strappi offensivi ma toglie equilibrio, anche perché alle sue spalle Peres non riesce a proteggere la fascia quando lui attacca la profondità, mandando in difficoltà il primo centrale e quindi tutto il reparto.

Quando Salah si è fatto male la settimana del derby di campionato, in tanti si sono messi le mani nei capelli. Salah non gioca le partite con Lazio e Milan, la Roma le vince entrambe e non subisce gol, lo schieramento è quello con la difesa a tre, con Peres e Emerson esterni e Perotti al posto di Momo al fianco di Nainggolan. Un caso, forse. Andiamo avanti. Salah torna a Torino con la Juve, quando entra la Roma ha già preso il gol di Higuain: in quella partita Spalletti torna ai quattro dietro. Quella con il Chievo, la catena di destra (di nuovo con la difesa a tre) è composta da Vermaelen, Peres e Salah, la Roma batte il Chievo ma incassa un gol. Poi, l’egiziano parte per la coppa d’Africa. Nelle successive cinque partite (Genoa, Udinese, Cagliari, Sampdoria e Fiorentina), la Roma prende reti solo con i blucerchiati, le altre le domina e le vince spesso 1-0 (con la Fiorentina ne fa 4). Quando Salah rientra costantemente tra i titolari, da Crotone in poi, la Roma – note battute d’arresto a parte – torna a prendere gol con una certa costanza: Torino (1), Inter (1), Napoli (2), Sassuolo (1), più in Coppa Italia (2) ed Europa League (6) tra villareal e Lione. Solo con il Crotone e Palermo, Szczesny ha tenuto la porta inviolata.

Probabilmente da qui in avanti Spalletti tornerà a uno schieramento con quattro difensori, con un terzino tosto a destra, Ruediger e un mediano capace di controllare e ripartire come Strootman o De Rossi. In questo modo a farne le spese sarebbe Bruno Peres. La chiave è l’interpretazione del ruolo di terzino da parte di Ruediger. Una posizione che ha già ricoperto in nazionale. Spalletti lo ha impiegato spesso lì ed è convinto possa dare un grande contributo.

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