Non chiamatela più “coppetta”: grandi sfide e successo di audience tv e pubblico

Non chiamatela più “coppetta”: grandi sfide e successo di audience tv e pubblico

La Coppa Italia non è più un ‘portaombrelli’, è più seguita di Serie A e Champions League

C’è un film nel campionato italiano che viene trasmesso ormai da cinque anni, quello che vede trionfare sempre la Juventus. Sarà per questo motivo che la Coppa Italia è tornata ad entusiasmare gli appassionati di calcio dello ‘Stivale’, perché c’è la speranza che non siano necessariamente i bianconeri a vincerla. La Champions League – per i club nostrani – è un miraggio, mentre la coppa nazionale è tornata ad acquistare valore: non è più considerata come un premio di consolazione, volgarmente definito da molti “portaombrelli”. No. La piccola, modesta e sempre snobbata Coppa Italia riporta pure, in media, circa 30.000 spettatori per ogni partita allo stadio. E lo ha fatto nel periodo più freddo dell’inverno.

In semifinale sono arrivate Juventus-Napoli da una parte e Roma-Lazio dall’altra. Partite di fuoco tali da comportare anche problemi di organizzazione, di ordine pubblico e di calendario. Che diventa un percorso di sopravvivenza. Nella settimana che va da martedì 28 febbraio a martedì 7 marzo il Napoli incontrerà la Juventus in Coppa Italia, la Roma in campionato e il Real Madrid nel ritorno degli ottavi di Champions League. Milano è rimasta fuori dalla competizione. La formula, comunque, è sbilanciata. Vengono favorite troppo le big, da un decennio a questa parte.

Le squadra di B, Lega Pro e di Serie D sono destinate ad essere tritate. La differenza col calcio inglese è abissale: qui non c’è la poesia dell’FA Cup, dove il Sutton e il Lincoln City stanno andando avanti facendo scherzi incredibili. Le big italiane entrano tardi e giocano per di più in casa. Lo ha constatato anche il Cesena, inghiottito all’Olimpico e rimandato all’inferno con un rigore dubbio e fischiato pure al 96’. Lo avessero fatto a parti invertite o ad altri chissà cosa sarebbe successo… Di certo la Coppa Italia è tornata ad essere entusiasmante, ma una nuova formula sarebbe utile per far crescere maggiormente l’audience e l’appeal.

Come riporta La Repubblica, i quattro quarti di finale hanno portato allo stadio un totale di 126.000 persone. Per Juve-Milan ce n’erano 36mila, al San Paolo e a San Siro 32mila (rispettivamente per Napoli-Fiorentina e Inter-Lazio) e ieri sera all’Olimpico 26.000 a seguire Roma-Cesena. I tifosi italiani si sono riversati anche dinanzi alle televisioni. Oltre sette milioni di telespettatori e il 27,58% di sharing per la sfida dello Stadium. Insomma, la Rai esulta per gli ottimi risultati di ascolto e gli italiani sono ben contenti di seguire il calcio gratis sui loro schermi. Sky e Mediaset Premium adesso devono rivedere conti e strategie, fare addirittura tagli dolorosi. Nemmeno sommando gli ascolti dei due network di una partita di campionato si arriva a cifre del genere. Nell’ultima giornata di campionato, considerando sia Sky che Mediaset, la partita che ha fatto più ascolto è stata Napoli-Palermo, con 1.900.000 spettatori e 7% di share. Juventus-Milan di Coppa Italia, free sulla Rai, ha ottenuto tre volte tanto.

Le due semifinali e l’atto conclusivo della Coppa Italia saranno sicuramente l’evento dell’anno. Per i diritti della coppa nazionle la Rai ha pagato 67 milioni di euro per il triennio che arriva fino al 2018. Mediaset, per la Champions League, ne paga quasi 250 l’anno. La Coppa Italia non è più una coppetta. Non è più un “portaombrelli”.

(F. Bocca)

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