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Non buttiamoci giù l’anno in cui la Serie A è più vicina all’Europa

Negli stadi sono circa 3mila spettatori in più per ogni match, il 15 per cento d’incremento rispetto al campionato scorso

Redazione

La serie A è viva, anzi non stava così bene da anni. Il campionato italiano scoppia di salute. Perché giovane, meno “televisivo”, decisamente più apprezzato dagli stessi che fino a ieri lo criticavano, persino “vincente”, scrive Matteo Pinci su La Repubblica. E più ricco, anche se per dichiarare guerra ai signori della Liga o della Premier è ancora presto. Eppure qualcosa è cambiato. Lo sanno con certezza quei 30mila italiani che ogni fine settimana stavano a casa e oggi sono tornati allo stadio: circa 3mila spettatori in più per ogni match, il 15 per cento d’incremento rispetto al campionato scorso. Tifosi che hanno deciso di spegnere la tv per tornare a seguire le squadre del cuore da vicino, visto che a rimetterci finora sono gli ascolti di Sky e Mediaset. Una tendenza avviata già in estate con l’aumento degli abbonamenti: 31mila in più in un anno appena.

Gli stadi sono ancora vecchi e scomodi come un anno fa: forse però sono diventate più belle le partite e si segnano quasi 3 reti in più a settimana.  Le nostre squadre credono nei ragazzi più di inglesi e spagnole: 65 giovanotti – massimo ventunenni – hanno già assaggiato il campo, 40 di loro per almeno 90 minuti.

Insomma: l’ostracismo verso i nostri ragazzi è un ricordo. E qualcuno ha scoperto che i risultati arrivano comunque, visto che in Europa i club italiani si sono ripresi il 3° posto nel ranking.

Aumentano le spese ma anche i ricavi delle nostre squadre (circa 200 milioni l’incremento in un anno). Soprattutto ritornano gli sponsor, che hanno gonfiato di una sessantina di milioni i ricavi commerciali della serie A. All’estero se ne sono accorti e hanno sborsato 371 milioni per prendersi le partite dei prossimi tre anni. E pazienza per quegli stadi vecchi e la Nazionale di Ventura che ancora non va.