I legali chiamati dal M5S: “Dite pure no allo stadio, non c’è danno erariale”

I legali chiamati dal M5S: “Dite pure no allo stadio, non c’è danno erariale”

Anche se il progetto a Tor di Valle dovesse saltare, la Roma non avrà appigli per avanzare alcuna pretesa economica

La telenovela dello Stadio della Roma non intende finire, anche se all’interno del Movimento 5 Stelle filtra un’aria di ottimismo per la non riuscita del progetto. Martedì mattina, in Campidoglio, ci sarà l’ultima riunione sull’impianto che la società giallorossa vorrebbe realizzare, ma secondo quanto riportato da La Repubblica, è stata ricomposta la frattura all’interno del partito grillino che separava gli “stadisti” dagli ortodossi.

Nel documento inviato ad assessori e consiglieri, si parlava dell’impossibilità da parte dei proponenti di avanzare alcuna pretesa economica: «Anche se il progetto dovesse saltareè esclusa ogni ipotesi di danno erariale e i proponenti (As Roma e il costruttore Luca Parnasi) non avranno appigli». I diversi punti di vista della maggioranza pentastellata sono stati quindi ricuciti: nei 30 giorni di proroga sul dossier Stadio, ottenuti dalla Regione Lazio, con la Roma del patron James Pallotta e con Parnasi si tratterà soltanto a partire dalle previsioni del piano regolatore. Proprio come nei desideri di Berdini: «Si edificheranno 69mila metri quadrati rispetto ai 350mila pattuiti con Marino», aveva già dichiarato in passato l’assessore all’Urbanistica .

Oltre ai numeri, anche l’allarme fatto scattare dal dipartimento urbanistica del Comune sul rischio esondazioni dell’area di Tor di Valle, potrebbero far saltare il banco. Le conseguenze, comunque, ci saranno. La Regione attende la trasmissione della variante al Piano regolatore da approvare dal consiglio comunale entro il 3 marzo. Se non arriverà, la Roma ed Eurnova (la società costruttrice) risponderanno per le rime. La società di Trigoria potrebbe chiedere l’intervento di un commissario governativo, oppure presentare una richiesta di risarcimento da centinaia di milioni di euro. Forse, addirittura, da oltre un miliardo.

(L. D’Albergo)

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