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Finalmente Schick. Il riposo di Dzeko verso Liverpool

Il ceco si è sbloccato a 121 giorni dall’unico gol romanista segnato fino a ieri ma in Coppa Italia, e pure inutile

Redazione

Il pensiero della semifinale di martedì ad Anfield ha distratto il Liverpool ma non la Roma, nonostante in città siano scomparsi argomenti alternativi alla rivincita coi Reds. Forse per questo Di Francesco aveva fatto più fatica col Genoa all’Olimpico di quanta non gliene sia servita per trasformare la trappola Spal in una scampagnata da 0-3, scrive Matteo Pinci su "Repubblica". Tre buone notizie per la Roma. La migliore è che a 121 giorni dall’unico gol romanista segnato fino a ieri ma in Coppa Italia, e pure inutile, si sia sbloccato Patrick Schick. Un gol che, oltre a regalare una mezz’ora in più di relax alla Roma, ha permesso pure ai tifosi di scherzarci cantando un irriverente “ha segnato Schick”.

Ma che la parola “riposo”, nella testa dell’allenatore non fosse seconda a “vittoria” lo dimostrava la scelta di tenere fuori cinque undicesimi della squadra che ha in testa per sfidare il Liverpool martedì ad Anfield. Facendo giocare persino tale Jonathan Silva. La Roma mai vista ha potuto dimostrare che il talento cristallino nello sprecare occasioni non è prerogativa esclusiva dei titolari. El Shaarawy e Pellegrini hanno permesso al portiere Meret di fornire elementi sufficienti a spiegare perché i talent scout lo dipingessero come un mezzo marziano fin da quando era poco più che bambino. La terza buona notizia per la Roma è arrivata dalla periferia di Sandwell, Regno Unito, dove il Liverpool si è fatto bloccare sul 2-2 dal West Brom.

La Spal ha alimentato la combustione del dopo partita più di quanto non fosse riuscita a fare con il confronto in campo, prendendosela con l’arbitro Tagliavento: "Il contatto di Fazio con Antenucci nel primo tempo? Se non è rigore quello... Devo star zitto, ma mi dispiace, poteva almeno andarlo a rivedere al Var", si è lamentato il presidente Mattioli. Pensieri cupi, lontanissimi da quelli di una Roma per cui, da oggi, esisterà solo il Liverpool. Dzeko, lasciando il Mazza, ci pensava già: "I cori “portaci in finale?” Li ho sentiti, li ho sentiti", diceva con un sorriso. Che quasi pareva una promessa.