Dalla Provincia alla sede Atac gli affari politici di Luca Parnasi

Dalla Provincia alla sede Atac gli affari politici di Luca Parnasi

Tra i business del costruttore c’è anche il palazzo realizzato a Castellaccio

di Redazione, @forzaroma

L’ultima inchiesta della Corte dei Conti sulla nuova sede della provincia di Roma assegna in via definitiva a Luca Parnasi il ruolo di imprenditore ubiquo che riesce a mettere la sua firma sulle operazioni che contano. Contava e molto (293 milioni di euro) l’edificio che avrebbe dovuto ospitare la nuova sede della Provincia di Roma; così come contava (oltre 100 milioni di euro) il business messo in piedi per la nuova sede dell’Atac. Il quadrante cittadino è per entrambi lo stesso, l’Eur, dove Parnasi aveva in mente di costruire la sua “Milano 2”. Tra questi, appunto, la sede della provincia ma anche il “Palazzo della Mobilità” di Atac. La storia del trasferimento del quartier generale della municipalizzata inizia nel 2005 e nel 2009 Atac versa a Bnp Paribas (titolare del progetto) una caparra di 20 milioni a garanzia dell’acquisto. Il fondo della banca ne affida la costruzione a Parsitalia. I tempi si allungano, al punto che nel 2016 l’ex-direttore generale di Atac Rettighieri deposita un esposto in procura. Ma la domanda vera è perché Atac abbia scelto Parnasi e quei terreni del Castellaccio per la sua nuova sede.

Come riporta Daniele Autieri de La Repubblica il progetto era a uno stadio così avanzato che l’università Roma Tre aveva firmato un protocollo di intesa con il Comune per realizzare una enorme area di uffici all’interno della quale avrebbe riservato lo spazio per la sede di Atac. Ma il progetto, per quanto conveniente, naufragò e la dirigenza della municipalizzata preferì Castellaccio. Questo è accaduto con la scelta dei terreni dove realizzare lo stadio della Roma, ricaduta su Tor di Valle dopo che era stata presa in considerazione l’area della Casilina, a poche centinaia di metri dal capolinea della linea C. Questa soluzione aveva messo d’accordo il proprietario della Tenuta Pantano Borghese, ma anche il colosso delle costruzioni Astaldi che, in un incontro con il comune, si era detto disponibile a prolungare il collegamento metropolitano fino allo stadio e a realizzare uno svincolo dedicato sulla bretella autostradale. Ma quei terreni non erano di Parnasi, e per fortuna dell’imprenditore, la scelta è caduta ancora su di lui.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy