L’Atletico comanda ma Alisson è un muro e la Roma evita il crac

L’Atletico comanda ma Alisson è un muro e la Roma evita il crac

I giallorossi soffrono ma conquistano un buon pareggio

La Champions della Roma è già in salita, ma chi può lamentarsi dello 0-0 finale, soprattutto per quello che si è visto nel secondo tempo, è l’Atletico Madrid. Di Francesco può archiviare il pareggio nel suo esordio nella Coppa più importante come un risultato comunque importante: tiene aperta una difficilissima qualificazione, evita la seconda sconfitta casalinga di fila dopo quella contro l’Inter; mostra segnali di una squadra che sa buttare il cuore oltre l’ostacolo; gli fa scoprire un grande Alisson, che ha salvato la sua porta con almeno tre miracoli; allontana per sempre da lui l’accusa di essere un dogmatico del 4-3-3. Detto questo, l’analisi deve essere lucida perché il dottore pietoso non ha mai guarito nessun paziente. La Roma è una squadra ancora in costruzione,costretta a contorsionismi per limitare enormi problemi nel ruolo di terzino destro, come riportato da Valdiserri su Il Corriere della Sera.

Defrel, attaccante solo di nome, ha dovuto fare per 70 minuti la guardia a Bruno Peres e poi, uscito il francese, la Roma si è schierata con una difesa a 5 (Peres-Manolas-Fazio-Jesus-Kolarov) per evitare di crollare sotto i colpi dell’Atletico, che per tutta la ripresa ha dominato la partita. Fino all’incredibile doppia palla gol a tempo scaduto, che ha visto Saul prima stoppato da Alisson e poi dall’esterno del palo quando era più difficile sbagliare il gol che segnarlo. A ben guardare, però, la prima azione del match aveva fatto capire quasi tutto: Bruno Peres avanza ma perde palla, Koke si butta nello spazio vuoto e serve Saul, che sfiora il palo con un tiro a colpo sicuro.

C’è da segnalare che, come contro l’Inter, manca un rigore ai giallorossi. Var o non Var cambia poco Orsato aveva deciso di non decidere alla moviola sul contatto Skriniar-Perotti e Mazic non ha visto dal campo uno sciocco ma netto fallo di mano di Vietto su cross (innocuo, ma questo non conta per il regolamento) sempre dello sfortunato argentino. Giusto lamentarsi, ma necessario ricordare anche il salvataggio araldico di Manolas a porta vuota, il miracolo di Alisson in uscita su Vietto a inizio ripresa e le tante occasioni sprecate da un Atletico che non è stato cinico come vuole sempre il Cholo. La Roma, adesso, avrà tre gare non difficili in campionato: Verona, Benevento e Udinese.

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