L’algido Biglia e il passionale De Rossi capitani diversi in attesa dei rinnovi

L’algido Biglia e il passionale De Rossi capitani diversi in attesa dei rinnovi

Il leader biancoceleste non ha mai battuto la Roma nel derby mentre il centrocampista giallorosso vive la stracittadina fin troppo in maniera passionale

Ancora sospeso nel limbo di chi non ha mai battuto la Roma, Lucas Biglia sta avvicinandosi al derby con la convinzione che questa possa essere la volta buona. Per il capitano della Lazio la sfida di domenica pomeriggio prende perciò un significato ancora più importante: quello di riuscire a sfatare finalmente questo tabù. Carattere forte e determinato che gli riconosce anche lo spogliatoio biancoceleste, pronto a seguirlo domenica prossima con l’obiettivo di regalargli la prima, grande soddisfazione nel derby della Capitale. Stima per Biglia, scrivono Torrisi e Piacentini su Il Corriere Della Sera, che resta immutata pure nelle stanze di Formello, dove il presidente Lotito si prepara a formulare una nuova offerta di prolungamento contrattuale per il faro del centrocampo laziale.
«Chi è di Roma non può non sentirlo, ma non ho più l’ansia che avevo da ventenne». Il derby non può essere una gara come tutte le altre soprattutto per uno come Daniele De Rossi che ha nelle gambe quasi 650 presenze da professionista, tre Mondiali (di cui uno vinto) e tre Europei. La stracittadina di domenica pomeriggio sarà, comprese le coppe, il derby numero 26 in carriera che porterà Daniele al secondo posto nella classifica dei più presenti al fianco di Guido Masetti e alle spalle dell’irraggiungibile (42) Francesco Totti. Proprio insieme a quest’ultimo e ad Alessandro Florenzi, partecipando ad una serata con i tifosi, De Rossi ha lanciato l’appello ai romanisti a tornare in curva Sud. Le motivazioni le aveva già espresse dopo il match col Pescara. «Un derby senza curve è una miseria. Venivano da tutto il mondo per vederlo, ora è una tristezza. Mi dispiace aver iniziato in un certo modo e finire invece così, con lo stadio semivuoto: ci siamo tutti un po’ imborghesiti». Nonostante un bilancio in attivo (11 vittorie, 6 pareggi e 8 sconfitte), De Rossi ha vissuto la stracittadina in maniera fin troppo passionale: dalla sostituzione di Ranieri, al cazzotto a Mauri (11 novembre del 2012) che gli costò la sua unica espulsione, fino all’unico gol realizzato, nella sconfitta per 4-2 dell’aprile del 2009. In panchina c’era sempre Spalletti per il quale il derby è sempre importante ma «a mia ossessione è la classifica». Mai come questa volta vincere significherebbe rilanciare alla Juventus la sfida scudetto.

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