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Gio24052012

Ultimo Aggiornamento13:13:42

Back Rassegna Stampa "Una delle reti più belle della mia carriera, ma l'avrei barattata con una vittoria"

"Una delle reti più belle della mia carriera, ma l'avrei barattata con una vittoria"

(Corriere dello Sport) - Un gol come il suo avreb­be meritato un altro finale, al di là di qualsiasi considerazione sulla dire­zione arbitrale. Taddei fa uno di quei lanci che uno in tribuna po­trebbe pure essere autorizzato a mandarlo da qualche parte non pro­prio piacevole; lui, l’uomo del Mon­tenegro, lo trasforma in un gioiello, stop di petto, un’occhiata rapida al portiere avversario mentre il pallo­ne scende, poi di controbalzo rapi­dissimo un interno destro basso che bisognava alzarsi in piedi ad ap­plaudire mentre il pallone finisce in rete. L’undicesimo gol stagionale di Mirko Vucinic, sesto in campiona­to, festeggiato dal giocatore come, a quel punto, il gol che decideva gio­co, partita e incontro.

Poi è succes­so quello che è successo e alla fine il sorriso dell’uomo del Montenegro non era più lo stesso: «E’ vero, è sta­to davvero un bel gol il mio, pensa­to e realizzato, forse è stata una del­le rete più belle della mia carriera, ma ne avrei fatto volentieri a meno in cambio di una vittoria che ormai era a portata di mano, mancava po­chissimo alla fine, invece abbiamo subito un’altra rimonta, proprio co­me a Cagliari. E come a Cagliari è stata un’altra rimonta che legittima i nostri rimpianti e la nostra arrab­biatura. Sono molto amareggiato per questo risultato. Siamo molto di­spiaciuti per come si è conclusa questa partita, abbiamo perso un’altra grande occasione, stavamo vincendo due a zero e credo che sta­vamo meritando ampiamente la vit­toria. Ci dà molto fastidio aver per­so questi due punti, volevamo la vit­toria anche per metterci alle spalle definitivamente la delusione di Eu­ropa League. Avevamo fatto tutto per bene, dopo il mio gol a un certo punto sembrava che anche il Napo­li non ci credesse più nella rimonta, poi quel rigore ha rovinato tutto» .

Il rigore, il rigore e ancora il rigo­re, non c’è niente da fare, questo do­po- partita è ruotato tutto intorno al­le decisioni di Rizzoli che alla fine, di fatto, hanno scontentato tutti, con il Napoli che si lamenta per un pre­cedente rigore non assegna, la Ro­ma per quello assegnato al novante­simo che ha fissato il risultato fina­le. In più, per Vucinic, c’è stato un altro finale concitato e parecchio in­cazzato.

Giovedì scorso, contro il Panathinaikos all’Olimpico, il mon­tenegrino era stato insultato da Ni­lis con parole pesante e al fischio fi­nale lo voleva picchiare, lo ha atte­so nel corridoio che porta agli spo­gliatoi, solo l’intervento della secu­rity h evitato il peggio. Questa volta Vucinic si è arrabbiato di brutto con Aronica e nei minuti finali della partita c’è mancato poco che tra i due si arrivasse a un regolamento di conti in campo: «Aronica non si è comportato bene, mi ha dato un pu­gno volontario in faccia, per questa ragione c’è stata quella scaramuc­cia nel finale. Del resto gli animi erano un po’ nervosi, anche da par­te nostra perché per l’ennesima vol­ta c’è stato assegnato un rigore che non c’era. Io non ho visto l’episodio, però almeno quattro compagni mi hanno garantito che non c’era fallo, peraltro non c’era veramente nes­sun motivo perché Mexes colpisse quel pallone di mano volontaria­mente. La cosa ovviamente non ci fa piacere perché ora staremmo qui a commentare un altro risultato e pure un’altra classifica »