(La Repubblica) Tre attaccanti contro l’Udinese? Difficile capire le intenzioni di Ranieri, anche se il coraggio fa la differenza nei momenti cruciali di una stagione (vedere Mourinho per credere). Certo è che una Roma senza De Rossi e Pizarro a centrocampo rischia di fare una fatica enorme. Vucinic ancora non si vede in allenamento, nonostante i medici rassicurino sulle sue condizioni. Il montenegrino vorrebbe farcela, ma ha paura di aggravare le condizioni del suo ginocchio infiammato, e dunque si frena sul possibile ritorno. Ranieri può quindi dare anche fondo alle sue riserve di coraggio, ma senza Totti (assenza ormai scontata), e senza Vucinic, non è certo semplice inventarsi qualcosa di diverso. Situazione d’emergenza, in pratica, all’interno della quale tirare fuori un’innovazione dal cilindro. Toni, punto di riferimento, con Menez, chiamato a trasformarsi nel coniglio che sbuca a sorpresa, numero storico di qualsiasi prestigiatore. Il francese reclama più spazio, ma a lui viene chiesta maggiore incisività, perché a questo punto servirebbe come il pane un suo salto di qualità. Esaurita l’attesa che ha fatto registrare il pienone all’Olimpico in occasione della sfida con il Milan, i tifosi guardano con grande rammarico alla classifica, ancor più dopo la qualificazione dell’Inter ai quarti di finale della Champions. Saranno pochi i sostenitori sabato sera, contro l’Udinese, un trionfo se si toccheranno i trentamila, stato d’animo evidente di una piazza che sembra aver accantonato il sogno scudetto. Ma la matematica continua a non essere un’opinione e dentro Trigoria, a cominciare da Rosella Sensi, c’è la voglia di restare il più possibile aggrappati alle prime due. La presidentessa ha mal digerito il pareggio di Livorno, e non ha fatto nulla per nasconderlo con i dirigenti di riferimento: nonostante le tante assenze, chiede alla squadra di vincere, perché un altro treno non passerà davvero più.
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