(Corriere dello sport – G. D’Ubaldo) - Nella calda estate romana si decide il futuro della società giallorossa. Ufficialmente Unicredit conferirà il mandato a vendere all’advisor Rotschild la prossima settimana, ma di fatto le consultazioni sono già cominciate da tempo. Il primo interlocutore interpellato dalla banca è stato Giampaolo Angelucci,
l’elemento di spicco della famiglia che opera ai massimi livelli dell’imprenditoria romana nei settori della sanità (sessanta centri di cura con oltre duemila dipendenti), dell’editoria (dopo il Riformista e Libero sta per entrare nel gruppo anche la Gazzetta del Mezzogiorno) e dell’edilizia. Giampaolo Angelucci, il più giovane di tre fratelli, tutti tifosi della Roma, passione trasmessa dalla madre, scomparsa qualche anno fa e condivisa dal padre Antonio (deputato del Pdl e in ottimi rapporti con Silvio Berlusconi), ha le idee chiare. Secondo fonti finanziarie, Angelucci proprio in queste ore ha già fatto un passo ufficiale: si è affidato all’advisor Imi, del gruppo Intesa, per interfacciarsi con Rotschild e trattare l’acquisto della società giallorossa. Unicredit ha dato mandato di fare una due diligence certificata per studiare i conti della Roma e per renderli accessibili a tutti i soggetti interessati. Angelucci ha già avuto informazioni su tutto.
IL RILANCIO - Il prossimo step con la banca è in programma dopo Ferragosto, ma è chiaro che Profumo vorrebbe risolvere la questione-Roma prima dell’autunno, che si preannuncia molto caldo per le attività dell’istituto di credito, soprattutto sul fronte internazionale. Angelucci ha già fatto fare uno studio del merchandising dei più grandi club europei e si avvarrebbe della consulenza di manager di provata professionalità nell’ambito sportivo, avendo lui esperienza specifica in altri settori. Ma in ambienti finanziari risulta che le intenzioni del giovane imprenditore romano siano serie e prevedano un piano di rilancio della società, di sviluppo del merchandising, del canale tematico e la possibilità di dotarsi di uno stadio di proprietà.
FONDI STRANIERI - Angelucci era stato in corsa per la Roma anche due anni fa, quando era stato scelto dal fondo di Soros tra gli imprenditori romani per affiancarlo nella scalata alla società giallorossa. Ma poi non se ne fece più niente. Il leader della Tosinvest sarebbe disposto ad accettare anche in questo caso di far parte di una cordata con fondi stranieri pronti a rilevare quote di minoranza. Ce ne sono alcuni che hanno manifestato la propria disponibilità, ma non si tratta di fondi arabi. E la prossima settimana potrebbero esserci sviluppi in tal senso. Di sicuro Angelucci gestirebbe la Roma in prima persona, con l’impegno di voler fare le cose per bene, con la responsabilità che solo un romano può sentirsi addosso nel momento di rilevare una società come quella giallorossa. I tifosi sono molto passionali ed esigenti, abituati ad avere negli ultimi anni una squadra di vertice.
DUE MESI DECISIVI - L’advisor Rotschild scandaglierà il mercato per trovare altri possibili acquirenti, italiani e stranieri, ma al momento l’unico che ha manifestato disponibilità è stato Angelucci. Il prezzo della Roma si aggira intorno ai 140 milioni, con tutte le risorse legate alla squadra di calcio. Ci sono tempi burocratici da rispettare, procedure rigorose per una società quotata in Borsa. Ma tra la fine di settembre e i primi di ottobre la Roma potrebbe avere un nuovo proprietario.
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