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Gio24052012

Ultimo Aggiornamento23:43:39

Back Rassegna Stampa «Per Marco la Roma ha battuto anche City e Real!»

«Per Marco la Roma ha battuto anche City e Real!»

(Corriere dello Sport - M.Splendore) Quando fai il manager ad alti livelli devi ragionare più veloce degli altri. E l’avvocato Tiberio Cavalleri è tra i manager più esperti e navigati del nostro calcio. Una car­riera che parte da lon­tano e che ad un certo punto si è incrociata con i destini di altri due professionisti diventati procuratori: Tullio Tin­ti prima e più avanti an­che Davide Torchia.
Rapporti d’amicizia che sono diventati rap­porti professionali. E allora: quando il Milan ha preso Ibrahimovic l’avvocato Cavalleri ha capito subito che stava succedendo qualcosa.

Senza arrivare ancora a Robinho, ha comin­ciato a muoversi, a verificare. E il fiu­to non lo aveva tradito: c’era da trova­re una nuova strada per Borriello.

Tiberio Cavalleri ci racconta la trat­tativa e i suoi retroscena in questa chiacchierata al termine della full im­mersion romana di due giorni: anche per lui, che in full immersion ci è fini­to da domenica notte a casa Borriello. Il resto lo ha fatto con il Milan, con Da­niele Pradè, con Ernesto Bronzetti “in­nescato” da Rosella Sensi (lo ha svela­to lo stesso presidente, n.d.r.). Ma è sta­to Cavalleri a riflettere su tutto con Marco Bor­riello per due giorni di fila: a sezionare ogni of­ferta tra pro e contro. Ad arrivare alla scelta: Roma.

Quando ha capito che con il Milan era finita?

«Ero a Barcellona per l’affare Ibrahimo­vic. All’inizio Marco po­teva andare lì: quello il primo segnale. Dopo il Lecce Berlusconi par­lava di Ibra e Robinho... Il giorno dopo è iniziata la mia 48 ore a casa di Marco perché era evi­dente che gli spazi per lui si stavano restringendo. E guardi che, orgoglioso come è, lui sarebbe rimasto a giocarse­la ».

Perché la Roma?


«Per la convinzione e la passione che c’erano nelle parole di Rosella Sensi; per l’opportunità di giocare la Cham­pions League. E per i due sms coinvol­genti di Daniele De Rossi».

E la Juve?

«Si è mossa per prima, questo è ve­ro. Ma il prestito con riscatto non ob­bligato non era la formula che convin­ceva Marco. La Roma gli ha offerto un progetto a lunga durata. E ha battuto una concorrenza agguerrita. Perché forse non sapete bene: non c’era solo la Juve...».

Chi altro?

«Lunedì mi ha chiamato Roberto Mancini, lo ha fatto personalmente: abbiamo parlato, voleva Marco al City. Ma anche in quel caso ho spiegato a Mancio che Borriello voleva giocare la Champions e la sua squadra fa l’Euro­pa League. E poi, martedì a mezzogior­no, il colpo di scena...».

Quale?

«E’ partito l’assalto del Real. Benze­ma però ha detto no al Marsiglia... E l’azione della presidente Sensi e di De Rossi era già cominciata!».

Avesse detto sì Benzema oggi Bor­riello sarebbe al Real?

«Il mercato non si sa mai che pieghe può prendere. La trattativa con la Ro­ma è stata definita nei suoi dettagli verso le cinque del pomeriggio, a due ore dal gong, per intenderci. E si è chiusa mezzora prima delle sette, il termine ultimo. Quello che posso ga­rantire è che Marco era ed è intrigatis­simo dalla Roma».

Cosa vi ha colpito delle parole della dottoressa Sensi?

«Quando ha detto che voleva Marco da tre anni. E poi Pradè mi ha ricorda­to che lo avevano praticamente presto quando era a Treviso. Però allaa fine cambiò tutto. Ma era nel destino. E il destino si è compiuto».

Il Milan non ha creduto in Borriello?

«Direi di no. Da questo mercato il Milan ha guadagnato ma anche perso, perché forse un solo vice Ibra è poco. Ma alla fine buona fortuna a tutti».