(Gazzetta dello Sport - A.Catapano) - Una situazione alla Nanni Moretti: Mexes resta o non resta? E lo si nota di più se resta, magari in disparte, o se non resta proprio? Oppure, volando più alti, è l’antagonismo tra scienza e intuizione del filosofo Pascal, francese come lui: «Il cuore ha le sue ragioni, che la ragione non conosce». Che fare? Da Parigi, dove ieri è tornato titolare della Francia contro la Bielorussia, Philippe Mexes ha lanciato un grido d’allarme.
«Il mio contratto con la Roma scade a giugno. I dirigenti mi hanno già proposto di prolungare per quattro stagioni — ha raccontato a France Football —. Rifletterò bene. Fra poco saranno sette anni che sono a Roma. Se non gioco abbastanza, prenderò le mie decisioni».
Deve essere un dubbio lacerante. Perché il cuore di Mexes batte per Roma. Lui, francese di Tolosa, si fece subito coccolare da mammaRoma, riconoscendosi in quell’indole della città simile alla guasconeria delle sue parti. Nel 2007, era già tale l’amore per Roma che lo nominarono Er mejo fico der bigonzo, premio che l’anno prima era andato a Gigi Proietti e successivamente toccò ad Andreotti.
Il 25 aprile di quest’anno, ha assistito dalla panchina alla sconfitta con la Sampdoria, costata lo scudetto, e non ha trattenuto le lacrime. Ormai, per i tifosi, Mexes è romano quanto Totti e De Rossi. Il triangolo no Ma se il cuore ha le sue ragioni, la ragione gli ricorda altro: che quel 25 aprile sedeva in panchina, appunto, mentre in campo sfilava Burdisso, l’argentino che gli ha «fregato» il posto
. Che Ranieri quest’estate ha fatto il diavolo a quattro per riavere Burdisso, mentre poche parole sono state spese per lui. Che c’è bisogno di tre centrali forti, d’accordo, ma lui il triangolo non lo aveva considerato e vorrebbe continuare a far coppia con Juan. Deve rifletterci su, si capisce. Il Milan è in agguato, c’è chi dice che del francese si sarebbe parlato anche durante la trattativa Borriello.
La Roma è tranquilla, Mexes le ha promesso che comunque non se ne andrà a costo zero, prima rinnoverà il contratto. Però, il grande ritorno in Nazionale potrebbe fargli cambiare idea. «Oggi dentro di me la nazionale ha assunto un’altra importanza — dice — prima non era così».
Giocare titolare nella Romagli darebbe una mano. E invece «è arrivato Burdisso. Va bene, mi costringerà a dare il massimo. Ma se non giocherò a sufficienza prenderò le mie decisioni. E se in quello stesso periodo con la nazionale andrà bene, allora la maglia della Francia diventerà una priorità per me. Ho 28 anni, vorrei giocare l’Europeo e il Mondiale in Brasile. È un vuoto che voglio colmare». Cuore ballerino.
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