(Il Romanista) Il protagonista della serata, dal punto di vista del tifo, è Josè Mourinho. L’ex traduttore di Robson è l’oggetto dei fischi del pubblico romanista prima ancora di entrare in campo: basta infatti che sui tabelloni dell’Olimpico scorrano le immagini degli interisti che entrano allo stadio per scatenare la Sud, che già un’ora prima dell’inizio della partita è piena. La nord, al contrario, è vuota per motivi di sicurezza (serve da cuscinetto tra le due tifoserie) ma gli interisti comunque riempiono a stento il settore ospiti. Entra in campo la squadra per il riscaldamento pre-partita: sono solo applausi. Arriva Ranieri, che saluta la Curva, ormai lui è l’Imperatore di Roma. Non potevano mancare striscioni contro la Lazio e i suoi tifosi per la vergognosa esibizione di domenica scorsa contro l’Inter. Il primo striscione è arrivato a pochi minuti dall’inizio della partita. “L’Olimpico hai infangato, contro la tua squadra hai tifato. Di Milano sei il servo dichiarato”. E poi cori contro la Lazio e qualche stendardo. “Affittasi curva nord a qualsiasi prezzo, tifo ed esultanza inclusi” è tra i più divertenti.
Al momento degli inni accade una cosa meravigliosa perché gli organizzatori non calcolano bene i tempi tecnici e nel momento in cui la banda dei Carabinieri suona le prime note dell’inno di Mameli, tutto lo stadio canta Roma Roma Roma. Uno spettacolo per le orecchie dei presenti. «Laziale cambia canale» è un must, ma ricordare ai biancocelesti (giocatori e tifosi) la loro inferiorità non guasta mai. “Ma quale aquila, ve sete messi a pecora” non sarà elegante ma rende bene l’idea. «Lo sai perché...» canta la Sud, quelli dell’Inter rispondono con «A Roma solo la Lazio», la differenza c’è e si sente. Nonostante il vantaggio in campo, i tifosi interisti non si sentono, quelli giallorossi non si fermano mai. Finisce con i tifosi nerazzurri che esultano e quelli della Roma che piangono. Ma loro non saranno mai belli come noi.
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