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Lunedì 01 Marzo 2010 12:07 |
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(Il Corriere della Sera) - Viste le premesse della vigilia, il pareggio sarebbe stato accolto con grande soddisfazione. E invece la Roma sciupa l’ennesima occasione della vita, rimontata nei roventi minuti finali come a Cagliari e (quasi) come ad Atene. Tra rigori non dati e concessi, nella bolgia del San Paolo finisce 2-2:
il doppio vantaggio vanificato dalla rimonta del Napoli è un risultato beffardo per i giallorossi che perdono contatto con Inter e Milan, anche se con quest’ultima potranno accorciare le distanze sabato prossimo all’Olimpico. Costretto a rinunciare ancora a Julio Sergio, Pizarro, Totti e Toni, Claudio Ranieri ha sorpreso tutti schierando per la prima volta una linea difensiva a tre. L’allenatore commenta la gara di ieri, partendo dal solito quarto d’ora di amnesie che ha negato ai suoi l’ottava vittoria consecutiva in campionato: «Peccato per quel gol incassato al novantesimo, ma quel che più importa, a parte il risultato, è che i ragazzi siano riusciti a reagire dopo l’eliminazione dall’Europa League. Avevamo impostato una gara autoritaria e dispiace che sia finita in quel modo, perché con sacrificio stavamo portando a casa un successo fondamentale. La difesa a tre? L’ho pensata per non concedere spazio a Lavezzi e avere in fase di proposizione Motta e Riise». Sulle milanesi che allungano e il contestato Rizzoli, Ranieri dice: «Non siamo delusi: l’Inter gioca un campionato diverso da noi. Il rigore non c’era: il pallone prende la coscia prima di finire sul braccio di Mexes, l’arbitro era dietro e non ha visto bene. Non credo abbia dato un rigore di compensazione per l’episodio di Juan, comunque Rizzoli mi è piaciuto». La gestione delle sostituzioni nel finale ha lasciato parecchie perplessità. Un solo cambio - Faty al posto di Baptista – che il tecnico non rinnega: «Julio aveva dato tutto. Avrei messo una punta in più, ma non ce l’avevo, quindi ho inserito un centrocampista di peso che potesse essere utile anche nel gioco aereo».
Taddei è durissimo con l’arbitro: «Ogni volta che la Roma si affaccia sulle zone alte della classifica accade qualcosa di strano». Mirko Vucinic invece ha realizzato un gol d’antologia (quinto nelle ultime sette partite) ma non può certo esultare per la beffa finale: «Il loro rigore non c’era: abbiamo giocato bene e mi dispiace. Mi sembra assurdo che Philippe abbia toccato volantariamente il pallone con la mano perchè eravano in superiorità numerica». Il ds Daniele Pradè parla di «Amarezza per il penalty dubbio» mentre prova a voltare pagine Baptista: «Il Napoli è una grande squadra era una gara difficile e resta l'amaro in bocca. Nel finale giocava con tre punte e ci ha messo in difficoltà. Per restare vicini alla vetta dobbiamo vincerle tutte a cominciare dal Milan».
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