Stadi sicuri, terminata la riunione. Salvini: “Contro la chiusura degli impianti” – FOTO

Stadi sicuri, terminata la riunione. Salvini: “Contro la chiusura degli impianti” – FOTO

Nel pomeriggio il ministro ha incontrato il Capo della Polizia, Franco Gabrielli, i presidenti del Coni, Giovanni Malagò, della Figc, Gabriele Gravina, e delle Leghe di Serie A, Serie B e Lega Pro

di Redazione, @forzaroma

Nel pomeriggio, presso la Scuola superiore di polizia a Roma, si è tenuta la riunione dell’Osservatorio nazionale delle manifestazioni sportive dedicata alla violenza negli stadi, convocata dal ministro dell’interno Matteo Salvini d’intesa col sottosegretario alla presidenza del consiglio con delega allo sport Giancarlo Giorgetti. Oltre al vicepremier e al sottosegretario, partecipano all’incontro il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni, il Capo della Polizia, Franco Gabrielli, i presidenti del Coni, Giovanni Malagò, della Figc, Gabriele Gravina, delle Leghe di Serie A, Serie B e Lega Pro, i presidenti delle Associazioni Italiane Calciatori, Arbitri, Allenatori, i Presidenti della Federazione Italiana Editori Giornali e dell’Ordine dei Giornalisti.

Queste le parole di Matteo Salvini al termine del vertice, concluso alle 18.00: “Sono estremamente soddisfatto di una riunione operativa. Tanti progetti concreti, dopo aver sentito tante parole. Ci riproponiamo in un testo unico di rivedere le leggi sullo sport. Ci tengo a partire dai numeri. E’ chiaro che non si possa morire di calcio nel 2018. Il calcio è uno sport sempre più sano. Il numero dei feriti si è ridotto del 60%, si sono azzerati i feriti tra gli steward. Meno 80% anche nel fenomeno degli arrestati. Anche i Daspo sono in diminuzione. Stiamo parlando di 12 milioni di persone che ogni weekend si muovono e 6000 teppisti. L’invito che ho fatto è non confondere i tifosi con i delinquenti. L’obiettivo è sradicare la delinquenza fuori e dentro gli stadi. Faremo tutto il possibile per far sì che il calcio sia del 99% dei tifosi onesti. Quest’anno abbiamo impiegato 75 mila agenti per le partite di calcio. Ci piacerebbe che questo costo fosse condiviso anche dalle società di calcio. Sono fondamentali poi i nuovi stadi. Io ho proposto le trasferte collettive piuttosto che avere 100 automobili incontrollate che entrano in città. Sono del parere che bisogna responsabilizzare i tifosi. Chi sbaglia poi paga. Ritengo molto scivoloso sospendere le partite per cori sconvenienti. E’ un fatto di educazione e civiltà, ma rischiamo di mettere in mano a pochi il destino di tanti. Io preferisco prevenire. Sono assolutamente contrario alla chiusura degli stadi, dei settori o ai divieti di trasferta perché sarebbe la resa dello Stato. Chi sbaglia da tifoso deve essere punito, chi sbaglia da tesserato deve pagare il doppio. Si lavora per dare più poteri agli Slo così come agli steward”.

La parola passa a Giorgetti: “Da un lato ci sono le cose che può fare lo Stato e dall’altra quelle che può fare il mondo del calcio. Non basta dire di inasprire le pene. La certezza della pena, invece, è un concetto importante. Cercheremo di semplificare e abbreviare le tempistiche per le pene. Alle società di calcio, che hanno fatto presente come il loro sia un settore industriale, abbiamo ribadito come gli orari delle partite debbano essere subordinate alle forze dell’ordine. C’è il problema della responsabilità oggettiva. Sappiamo bene come alcune frange della criminalità organizzata sfruttino il calcio per fare i loro interessi. Sulla vendita dei biglietti va fatta una riflessione. Non è vietando le trasferte e chiudendo gli stadi che si dà un segnale. I tesserati nelle fasi pre e post partite sono tenuti a non alimentare con le dichiarazioni ad aumentare la retorica degli ultras. Questo non aiuta a sterilizzare questo fenomeno. Io ho ribadito questo concetto di richiamo anche ai tesserati: dai calciatori ai presidenti. Evitiamo di buttare sempre benzina sul fuoco. E’ vero che gli arbitri sbagliano, ma se vogliamo cambiare culturalmente dobbiamo cambiare marcia. L’ultima cosa riguarda gli steward. Sono uno strumento utilizzato anche altrove ma dove hanno poteri che qui non trovano”.

 

Domanda a Salvini: Sulla figura dello steward.
“Ci stiamo lavorando. Sarà un progetto ambizioso, ma dobbiamo rimodernare un testo troppo vecchio”.

Domanda a Salvini: Deluso dalla mancata partecipazione dei tifosi al vertice?
“Ho avuto modo di sondare il terreno con tanti esponenti del tifo privatamente e informalmente. Ho iniziato ad andare in Curva quando avevo 15 anni e per me è un vantaggio questo fenomeno. La soluzione passa dalla responsabilizzazione del tifoso. Escludere a prescindere non aiuta”.

Domanda a Salvini: Sull’introduzione di striscioni e coreografie negli stadi
“Serviva un intervento drastico qualche anno fa. Anche la direttrice dell’Osservatorio prospettava una fase di riapertura e dialogo. Ora con fatica sono tornati anche tamburi e megafoni. Sono per responsabilizzare i tifosi permettendogli di gestire anche la parte coreografica del loro tifo. Poi chi sbaglia paga”.

Sulla finale di Supercoppa.
“Io non boicotto e non invito nessuno. Mi limiterò a non guardare la partita. Oggi un presidente mi ha detto “Business is Business”. Da tifoso ritengo che non vedrò la partita. Una partita di Supercoppa Italiana che si gioca in Arabia Saudita non riesco a vederla.”

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