Premier League 36/a giornata: Leicester scudetto da favola, Ranieri nella storia

Premier League 36/a giornata: Leicester scudetto da favola, Ranieri nella storia

Le Foxes di Ranieri conquistano – con due giornate d’anticipo – uno dei titoli più romantici nella storia della massima serie inglese; l’impresa del tecnico romano giunge al termine del monday night, dove il Tottenham inseguitore non riesce ad andare oltre il pari in casa del Chelsea, in un derby dall’esito sempre imprevedibile

di G. Giammusso

Un’impresa storica che verrà ricordata a lungo negli annali del calcio, una squadra lottatrice con poche individualità di spicco, ma con un gran cuore ed un immenso spirito di squadra e di sacrificio; un allenatore saggio, demiurgo di una cavalcata che appare impossibile se si considera che si trattava della prima stagione al comando…una squadra che solo l’anno scorso lottava per non retrocedere, eppure Claudio Ranieri ha saputo creare un gruppo, “IL GRUPPO”, una rosa per la quale il parallelo con il Verona 1985 non appare forzato ma anzi calzante. In un calcio multimilionario, dove vince sempre chi più spende, l’impresa delle Foxes assume una connotazione superiore, una storia da ricordare e raccontare un domani, un unicum difficile se non impossibile da replicare. Un presidente tailandese generoso, dal nome impronunciabile – provate a farlo voi, lo spelling di Srivaddhanaprabha – che ha saputo costruire senza fretta una rosa competitiva, senza sperperare ma con scelte oculate…Vardy, Mahrez, Drinkwater, Okazaki, Huth, Morgan, Schmeichel. Ulloa…questo e molto altro ancora è il Leicester, squadra neocampione d’Inghilterra, una Premier League ricca di fatturato, di campioni, di diritti tv, dove eppure le favole sembrano ancora potersi realizzare.

Ma veniamo alla cronaca…all’Old Trafford di Manchester un Leicester lanciatissimo si presenta con la squadra orfana di Vardy: servono i 3 punti per portare a casa il matematico titolo, prima della partita del Tottenham. La squadra di Van Gaal vuole vendere cara la pelle, ed è subito partita vera! Si riversano in avanti i Red Devils, cross in area di Valencia, la palla sfila ed è Martial a depositarla in rete; Ranieri redarguisce i suoi, cercando di portarli alla calma ed alla concentrazione, c’è tempo per reagire e provare a fare proprio il match. Detto fatto, è Capitan Morgan, già decisivo negli ultimi confronti, a pareggiare i conti con un colpo di testa sporco ma efficace in area, su cross di Drinkwater: 1-1 e partita riaperta. Il tabellino non viene più modificato, ad un certo punto sembra anzi che gli ospiti possano permettersi di accettare il punto, è infatti lo United a cercare la vittoria con maggiore insistenza, ma la partita termina così, con la macchia di Drinkwater espulso per somma di ammonizioni. L’attesa è ora tutta per il match del lunedì, gli animi tesi e le speranze legate alla possibilità che il Tottenham non vinca il derby giocato nella tana dei leoni, quel Chelsea che tanto vorrebbe fare lo sgambetto ai cugini Spurs, impedendogli la volata finale. E come nelle favole più belle, è proprio quello che avviene: sembra tutto rimandato nel primo tempo, bomber Harry Kane (sempre più capocannoniere del torneo con 25 reti) e Min Son, con due reti di rapina, portano avanti di ben due lunghezze la squadra di Pochettino, la rimonta ai danni del Leicester sembra ancora possibile. Il Chelsea non vuole però mollare, in una stagione anonima se non addirittura negativa, i Blues vogliono dare ai propri tifosi la soddisfazione di causare uno sgambetto fatale ai cugini del Tottenham; prima Cahill sugli sviluppi di calcio d’angolo, poi Hazard su un’azione spettacolare ed intelligente, conclusa con un mirabile tiro a giro sotto l’incrocio, pareggiano i conti, è 2-2. Il risultato non cambia più, i tifosi ed i giocatori del Leicester non possono credere ai loro occhi incollati davanti alle televisioni, si è appena concretizzato il primo scudetto della loro storia.

Passo in avanti dell’Arsenal, che dopo aver visto sfumare le possibilità di conquista del titolo sembrava una squadra smarrita; vittoria di misura contro un Norwich sempre più condannato alla retrocessione, decide Welbeck, 1-0 e Gunners terzi in solitaria. Perde infatti terreno il Manchester City, che esce con 0 punti dal match contro il Southampton, terminato 4-2 per la squadra allenata da Koeman. Resta in scia il West Ham, in lizza per l’Europa dopo l’ottima vittoria esterna per 0-3 sul campo del coriaceo West Brom. Perde terreno il Liverpool, sconfitto in casa dello Swansea di Guidolin (matematicamente salvo) per 3-1.

In coda è ancora bagarre per non retrocedere, in lizza tre squadre: Newcastle a 33, Sunderland a 32, Norwich a 31, due scenderanno matematicamente; è però la prima, seppur con una partita in meno da disputare, a godere della striscia di questo finale di campionato più prolifica… una lotta tutta da seguire, fino alla fine.

Premier League 36/a giornata:
Everton – Bournemouth 2-1
Newcastle – Crystal Palace 1-0
Stoke – Sunderland 1-1
Watford – Aston Villa 3-2
West Brom – West Ham 0-3
Arsenal – Norwich 1-0
Swansea – Liverpool 3-1
Manchester United – Leicester 1-1
Southampton – Manchester City 4-2
Chelsea – Tottenham 2-2

Classifica:
Leicester 77 (CHAMPION + UCL); Tottenham 70 (UCL); Arsenal 67 (UCL); Manchester City 64 (UCL QUAL); Manchester United* 60 (UEL); West Ham* 59 (UEL QUAL); Southampton 57; Liverpool* 55; Chelsea*, Stoke 48; Everton*, Watford* 44; Swansea 43; West Brom, Bournemouth 41; Crystal Palace 39; Newcastle 33; Sunderland* 32 (REL); Norwich* 31 (REL); Aston Villa 16 (REL)
* 1 partita in meno

Marcatori:
Kane (Tottenham) 25; Aguero (Manchester City) 23; Vardy (Leicester) 22; Lukaku (Everton) 18; Mahrez (Leicester) 17; Ighalo (Watford), Defoe (Sunderland) 14; Giroud, Sanchez (Arsenal) 12

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