Figc, Tommasi: “Non credo che Lotito debba essere la risposta a Italia-Svezia”

Figc, Tommasi: “Non credo che Lotito debba essere la risposta a Italia-Svezia”

L’ex giallorosso: “Le 4 candidature certificherebbero i motivi per cui non siamo andati ai Mondiali. E’ necessaria l’elezione di un presidente che raccolga i consensi necessari per ripartire e mettere le mani sulle cose da fare”

di Redazione, @forzaroma

Sono giorni importanti per il futuro del calcio italiano. Dopo essersi fatto avanti per primo ufficialmente, Damiano Tommasi si trova ora in piena “campagna elettorale”, ma potrebbe incontrare sulla sua strada un nuovo avversario a sorpresa. Claudio Lotito non si è ancora fatto avanti, ma sembra convincersi ora dopo ora a tentare il colpo grosso. Queste le parole di Tommasi a riguardo, rilasciate a Sky Sport: “Una candidatura di Lotito? Non e’ impossibile visto che dice di avere le firme per depositarla ma credo che la risposta a Italia-Svezia debba essere un’altra. Le 4 candidature certificherebbero i motivi per cui non siamo andati ai Mondiali. E’ necessaria l’elezione di un presidente che raccolga i consensi necessari per ripartire e mettere le mani sulle cose da fare. Sicuramente ho avvertito che la via unitaria e’ difficile da percorrere ma siamo ancora disponibili a trovare un nome che metta d’accordo tutti se fa quello di cui ha bisogno la Figc oggi e cioè che si inizi a parlare di calcio. Albertini? E’ un nome che purtroppo non e’ ricercato da altri, gli unici a cercare qualcuno siamo stati noi. Serve un presidente che abbia alle spalle un percorso sportivo, sarebbe un cambio culturale, una rivoluzione culturale, che è ciò di cui abbiamo bisogno tutti. Per questa federazione il progetto tecnico deve essere centrale, quello sportivo deve essere il tema principale altrimenti e’ difficile uscire da questa situazione. C’è bisogno di una proposta nuova, di cambiamento, che ci faccia pensare che nei prossimi dieci anni si possono fare cose diverse. Il mio obiettivo e’ far si’ che la maglia azzurra torni a essere una calamita, l’obiettivo di una carriera, e creare le condizioni per cui la Figc sia l’ambizione di tutti. Servono persone, idee, dare l’impressione che si sta pensando al prossimo futuro e non ai 15 giorni che ci separano dalle elezioni“.

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