Under: “Voglio essere come Totti. Spero di rimanere alla Roma per molti anni”

Under: “Voglio essere come Totti. Spero di rimanere alla Roma per molti anni”

L’attaccante giallorosso si racconta: “Venire qui è stata una delle migliori decisioni della mia vita. Di Francesco ha sempre creduto in me. Dopo un inizio difficile, ora mi intendo alla grande con i miei compagni, soprattutto con Dzeko”

di Melania Giovannetti, @MelaniaGvn

Voglio essere come Totti“, parola di Cengiz Under. Alla vigilia dell’ultima giornata di campionato, il giovane attaccante della Roma ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni dell’emittente radiofonica turca TRT Spor. Ecco le sue dichiarazioni: “È stata una stagione positiva per me. Mi sono trasferito dal Basaksehir e venire qui a Roma è stata una delle migliori decisioni che potessi prendere. Sono molto felice qui. La prima parte di stagione non è andata bene, ma dopo le vacanze sono tornato completamente diverso, ho cercato di fare il mio meglio. Ho fatto 8 gol e 2 assist, sono molto felice per questo. E penso di poter fare anche meglio il prossimo anno“.

Prima di te, a Roma è passato Salih Uçan. È stato a Trigoria per 2 stagioni, ma non è andata bene. Sia i tifosi che i media sono rimasti sorpresi dal tuo trasferimento, ma ora hanno cambiato idea. Cosa vuoi dirgli?
Ogni calciatore ha qualità diverse. Quando c’era Salih c’erano tanti ottimi giocatori, forse il suo compito è stato leggermente più difficile. Come ho detto, nonostante la prima parte di stagione non sia stata buona, voglio lavorare ancora più duramente e rendere i tifosi ancora più felici, come ho iniziato a fare nel girone di ritorno. Gli prometto che farò del mio meglio.

Com’è il rapporto sul campo con i tuoi compagni?
Nella seconda parte della stagione il dialogo sul campo è migliorato, ho iniziato a fare gol e produrre assist. Ora ci intendiamo bene. Soprattutto con Dzeko: sappiamo capirci a vicenda molto bene. Anche grazie a questo sono riuscito a segnare 8 reti.

Il momento più critico dei tuoi primi giorni a Roma?
Ovviamente ho avuto difficoltà con la lingua, e questo si è riflettuto sul campo.

Un anno fa si parlava di un trasferimento in Inghilterra, ma oggi giochi per la Roma. Come descriveresti il club?
Come ho detto prima, ho fatto una delle migliori scelte della mia carriera venendo qui. La Roma è uno dei più grandi club in Italia e nel mondo. Sono davvero felice di giocare qui. Ogni volta che scendo in campo, sono ancora emozionato quando i tifosi urlano il mio nome dopo un mio gol. È davvero un piacere giocare e segnare più gol per loro. Sono davvero felice di giocare alla Roma. Di Francesco ha avuto molta fiducia in me, mi ha sempre aiutato. Ho passato momenti duri durante gli allenamenti tattici. Mi ha schierato in campo per tre partite di fila e ho iniziato a segnare. Dopo quelle gare, l’autostima era già arrivata e ho segnato ancora di più. È grazie al tecnico e ai miei compagni che ho migliorato le mie prestazioni.

Sei stato paragonato anche a una leggenda come Totti. Vorresti rimanere tanti anni alla Roma? Qual è il tuo obiettivo per il futuro?
Prima di venire a Roma ho visto l’addio di Totti almeno 10 volte. Quando lo vedo a Trigoria mi viene spontaneo sorridere, mi emoziono. Voglio essere come lui. Spero di poter diventare una grande leggenda come lui.

In Italia c’è anche Calhanoglu.
Parlo spesso con lui in nazionale. Anche lui ha avuto difficoltà all’inizio, ma ora entrambi apprezziamo il campionato italiano, ci piace giocare qui e la nostra vita sta andando abbastanza bene. Spero che giocheremo qui per molti anni.

Hai detto che la squadra ti ha supportato molto. Oltre all’allenatore, chi ti ha aiutato di più?
Non penso che sia giusto fare nomi, ma moltissimi calciatori mi hanno aiutato davvero tanto sia in partita che in allenamento. Il soprannome “Cengo” mi ha fatto diventare uno di loro. La maggior parte di loro mi aiuta se non capisco qualcosa durante il lavoro tattico, li ringrazio davvero tanto.

Ormai vivi a Roma da quasi un anno. Cosa apprezzi dell’Italia? La cucina, la moda, la cultura…
La cucina! Già in Turchia la cucina italiana è molto rinomata. Qui le persone sono molto calorose, quando ti vedono ti salutano sempre e questo mi rende molto felice. E poi Roma è una delle tre più belle città in Europa, mi piace passeggiare nelle sue strade.

Il momento più importante della stagione, quello che non dimenticherai mai?
Penso che una delle partite più importanti sia stata quella col Barcellona, non la dimenticherò per il resto della mia vita. Credevamo di potercela fare e ce l’abbiamo fatta.

L’USSI ti premierà per la tua stagione, con te ci saranno Di Francesco e Monchi. Come ci si sente a ricevere questo premio dopo un solo anno in Italia?
È un onore ricevere questo premio dopo un solo anno. Ho davanti a me altri 15-16 anni di carriera e spero di vincere premi in tutte le mie stagioni. Sono felicissimo, spero di ricevere molti altri premi in futuro.

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