Dallo «scudetto mettilo nel c...» dei milanisti campioni d'Europa al «Totti, anzichè metterti il pollice in bocca, mettiti il medio in c...» dei nerazzurri campioni d'Italia, quando lo striscione da sfottò si trasforma in un messaggio scurrile da non ricordare ai nipoti. Era successo nel maggio 2007 con i giocatori del Milan guidati da Massimo Ambrosini nel festeggiare la Champions appena vinta ed è accaduto ieri, quando l'altra Milano, quella nerazzurra, festante per lo scudetto n.18 conquistato, ha esposto una scritta offensiva rivolta ad un solo giocatore, il capitano della Roma Francesco Totti, abituato da quando è diventato papà a gioire per un suo gol mimando il gesto di un bambino. I tempi e i trofei vinti erano diversi, stesso però termine usato per l'offesa definita con l'espressione gergale del lato B e medesimo lo scenario del pullman in piazza con i giocatori intenti a sfottere l'avversario di turno. Allora i cugini nerazzurri, l'altra sera il numero 10 giallorosso. Uno striscione, quello esposto dai giocatori nerazzurri in piazza Duomo, diretto ad offendere Totti, destinato a far discutere e per il quale il tecnico della Roma Claudio Ranieri ha già invocato sanzioni visto che il n.10 romanista per i pollici versi nel derby era stato multato. Dagli striscioni alle magliette, alla fine della sfida scudetto tra Inter e Roma c'è pure lo sfottò che strappa la risata: ecco allora quella maglia bianca, rossa e verde dell'interista di fede laziale Marco Materazzi che sfoggia un 'Nun è successo teso a sfatare lo speranzoso tormentone romanista «Non succede ma se succede...» dopo il derby vinto con la Lazio. Tra gli striscioni più divertenti dell'ultimo periodo quello diretto a Mario Balotelli, ma si tratta solo di uno dei tanti dedicatigli di recente, beccato dalla curva interista perchè sospettato di fare il tifo per il Milan: «Mario, ti sei divertito martedì? Anche noi!», il messaggio inviato dagli spalti al discusso attaccante reo d'aver assistito in tribuna a San Siro alla sconfitta dei cugini rossoneri contro il Manchester United. Quella di mettere nero su bianco allo stadio il pensiero dei tifosi è una consuetudine che ha dato vita addirittura all'assegnazione di un premio in memoria del celebre radiocronista Sandro Ciotti: a fregiarsi del riconoscimento per il 2009 lo striscione che mostra tutta la delusione di un tifoso granata che aveva scritto «'Meno male che sono ubriaca». Al secondo posto si era invece piazzato un tifoso del Milan con uno striscione rivolto al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, «Papi comprami Adebayor, firmato Noemi». E tra una presa in giro e l'altra, andando sempre più indietro con la memoria viene in mente il «Vi ho purgato ancora» esibito sulla t-shirt di Totti alla fine del derby vinto 3-1 nell'aprile del 1999 contro una Lazio stratosferica e in lotta per lo scudetto. A proposito di frasi che sembrano vivere nel tempo ricorre quel pluripremiato 'Giulietta è 'na zoccolà issato dai tifosi del Napoli per sfottere i veronesi. Erano altri tempi e altri scudetti, quelli della gioia partenopea con Maradona e Careca, una classe e un calcio che sembra ormai sempre più lontani.
| < Prec. | Succ. > |
|---|


