Scontri Liverpool, processo Lombardi: parlano i testimoni. Mercoledì il verdetto

Scontri Liverpool, processo Lombardi: parlano i testimoni. Mercoledì il verdetto

Il tifoso romanista è accusato di lesioni gravi ai danni del 53enne Reds, Sean Cox

di Redazione, @forzaroma

Dopo la sentenza a due anni e mezzo di reclusione di Daniele Sciusco, adesso è la volta di Filippo Lombardi, accusato di lesioni gravi ai danni del tifoso Reds, Sean Cox, prima del match di Champions League tra Roma e Liverpool. Dopo il dibattimento di ieri presso la Corte di Preston – durante il quale l’accusa ha mostrato i firmati dei disordini -, l’udienza è stata sospesa ed aggiornata alla giornata di oggi.

CRONACA

Ore 16.10 – Udienza sciolta. Il processo riprenderà lunedì con la tesi della difesa. Per mercoledì atteso il verdetto

Ore 15.35 – Il giudice lascia la parola a Filippo Lombardi. “Non ho mai avuto problemi con la Polizia. Mentre andavo ad Anfield mi sono diretto a sinistra e alcuni tifosi del Liverpool sono diventati aggressivi. Ho visto l’uomo cadere a terra, non ho visto il pugno ma solo la caduta. La situazione è precipitata e sentivo che i tifosi del Liverpool ci avrebbero caricato” dichiara l’ultras romanista che  ha poi aggiunto che ha scagliato la sua cinta contro i tifosi per proteggersi e che i supporter del Liverpool erano armati di bottiglie

Ore 15.20 – Riprende il processo presso la Corte di Preston. Il giudice Biddle riassume le informazioni sull’imputato, Filippo Lombardi.

Ore 13.45 – Udienza interrotta per la pausa pranzo dopo aver continuato a visionare i filmati degli scontri di quella sera. Si riprenderà alle 15.05 (italiane).

Ore 13.30 – La Giuria potrebbe esprimersi già nella giornata di mercoledì. Secondo il giudice sono stati fatti notevoli passi in avanti e per lunedì è prevista l’esposizione della tesi difensiva, mentre non dovrebbero riunirsi martedì.

Ore 13.25 – A testimoniare ora è Chris Bailey, altro tifoso del Liverpool e abbonato da vent’anni ad Anfield. “Era una serata piovosa e tutti erano vestiti con abiti scuri, alcuni avevano delle felpe con cappuccio mentre altri indossavano degli zaini” racconta il supporter Reds. “Mi sono seduto in macchina per 10 minuti e ho aspettato che si calmasse la situazione. Era lo stesso percorso che avevo fatto centinaia di volte. Poi è successo tutto molto velocemente. La gente si è resa conto che fossero armi e che questo gruppo di persone cercassero guai. Ho visto anche la cintura con cui Cox è stato colpito”.

Ore 13.05 – La testimonianza continua: “In quel momento alcuni tifosi italiani si sono avvicinati verso il pub Albert. A quel punto, ho assistito a qualcuno che picchiava il signor Cox. C’erano due uomini: uno ha dato un calcio a quello che stava piegato su Cox per vedere se stesse bene. Ero a circa 5 metri di distanza, ho visto la persona avvicinarsi a lui e il suo braccio andare verso l’alto”, dice, descrivendo il pugno.
Poi l’avvocato di Lombardi, Alison Gurden, interroga la signora Kirk, che aggiunge: “Ho visto il signor Cox cadere per terra, e vedere Martin Cox chinarsi su di lui, e poi qualcuno ha aggredito Martin Cox, prendendolo a calci nel caos”.

Ore 13.00 – Il processo riprende e viene chiamata come testimone la tifosa Natalie Kirk: racconta che si trovava nelle vicinanze del pub Albert quando ha sentito l’arrivo dei tifosi della Roma: “Ho sentito cantare venendo da dietro di noi, ci siamo voltati. Erano italiani, abbastanza aggressivi, hanno attirato la mia attenzione, e mi sono girata preoccupata. Camminavano tutti insieme, sembrava avessero un posto dove andare, una destinazione in mente. Ero in apprensione, un po’ nervosa. Sono rimasta sorpresa. Mi sono fermata e ho guardato cercando di anticipare quello che sarebbe successo. In quel momento attraversava verso di noi Sean, sembrava allegro”. 

Ore 12.24 – Dopo la fine della testimonianza di Josefson, il giudice lo ringrazia per essere venuto in Inghilterra dalla Norvegia e aggiorna la Corte a dopo una pausa.

Ore 12.23 – “L’uomo colpito (Sean Cox, ndr) ha fatto qualcosa per provocare una reazione così?”, chiede il procuratore Neville Biddle.
Il norvegese risponde: “Niente affatto, era in piedi e guardava verso i tifosi della Roma, sono rimasto scioccato quando ho visto che era stato colpito, perché non aveva fatto nulla”.

Ore 12.10“Ho sentito un suono orribile”. Così il norvegese Tommy Josefson descrive il momento in cui Sean Cox è stato colpito con una cinta “nella parte posteriore della testa”. In più aggiunge di aver visto il tifoso del Liverpool solo una volta che è caduto a terra, senza riconoscere chi sia stato a colpirlo e ammettendo di non aver visto nessuno colpirlo sul volto.

Ore 12.04 – Dopo aver ascoltato il racconto del fratello di Sean Cox, Martin, che ha descritto i momenti che hanno portato all’attacco a Sean Cox, il tribunale ora sta ascoltando un tifoso norvegese di nome Tommy Josefson, che sta portando la sua testimonianza.

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