Di Francesco: “Accontentarsi mi dà noia. Nessuno ha il posto assicurato, domani gioca Schick” – AUDIO – VIDEO – FOTO GALLERY

Di Francesco: “Accontentarsi mi dà noia. Nessuno ha il posto assicurato, domani gioca Schick” – AUDIO – VIDEO – FOTO GALLERY

Il tecnico giallorosso alla vigilia di Roma-Samp: “Pastore non sta ancora bene e non sarà convocato. L’ultim mezz’ora col CSKA non mi è piaciuta, voglio una prestazione convincente”

di Redazione, @forzaroma

C’è l’ostacolo Sampdoria tra la Roma e la voglia di tornare ai tre punti in casa. La vittoria all’Olimpico manca in Serie A dal 29 settembre, giorno del derby contro la Lazio. Ma dopo aver messo un piede agli ottavi di finale di Champions, i giallorossi vogliono risalire anche in classifica. Alla vigilia della partita contro la squadra di Giampaolo, Di Francesco ha presentato alle 13.30 la sfida in conferenza stampa.

DI FRANCESCO IN CONFERENZA STAMPA

La Roma ha dimostrato di avere difficoltà nelle partite abbordabili. Più importante l’approccio mentale o fisico?
Vanno messi insieme, ma anche quello tecnico. Perché se fai un buon approccio fisico e mentale ma tecnicamente sbagli tanto… Bisogna essere completi per competere e migliorare il rendimento specialmente in casa, che bisogna davvero migliorare.

Come sta la squadra dopo questo ciclo? Domani cambierà qualcosa?
Qualcosa si cambierà sicuramente, sto valutando in base a come rientrano i ragazzi e anche in base all’ultimo allenamento. Ci sono dei calciatori che hanno fatto molte partite e valuteremo anche con loro lo stato generale sia fisico che mentale. La voglia di cambiare tanto non c’è, ma le condizioni contano molto in questa gara contro una squadra che ha ritmo e verticalità, capacità di cercare subito gli attaccanti per far male. Noi dovremo essere pronti sia fisicamente che mentalmente.

Domani la prova del 9 per Schick, per Dzeko o per entrambi?
E’ una valutazione che sto facendo. Potrebbero anche giocare insieme, sicuramente partirà dall’inizio Schick. Poi vedrò se schierarlo con Edin, ma chi dei due giocherà sicuramente è Patrik.

Che tipo di gestione si può fare con Kluivert. A Mosca è stato molto continuo: può giocare due partite di seguito da titolare?
Al di là del numero delle partite. Sta crescendo, è la cosa più importante, anche nel percorso con prestazioni meno convincenti con errori. Scherza meno in campo, cioè fa meno dribbling fini a se stessi e cerca di essere più concreto, quando punta l’avversario deve far male ed è quello che voglio da lui. Ha la capacità di dribblare l’avversario e attaccare la profondità, se alterna con continuità questi movimenti può diventare un giocatore davvero importante. Ha grandi prospettive ma non deve mai smettere di superare esami, deve cercare sempre di migliorarsi. Sono contento della sua crescita ma non deve fermarsi, può darci molto di più. A Mosca ha fatto ottime cose ma poteva fare scelte migliori a livello qualitativo perché può farlo, ce l’ha a livello di caratteristiche. Per questo deve ancora crescere.

Come sta Pastore? In Champions è andato addirittura in tribuna.
Addirittura… Si va in tribuna se non si sta al meglio. Infatti domani non sarà convocato, ieri ha riavuto un piccolo fastidio e deve dare ancora continuità onde evitare qualsiasi problema, magari per metterlo a partita in corso. Non lo porterò e cercherò di recuperarlo per la partita successiva. Poi il fatto di dire ‘addirittura’ non mi piace come concetto. Tutti fanno parte della rosa, tutti possono giocare e tutti possono andare in tribuna. Qui nessuno ha il posto assicurato. Quando il Flaco starà al meglio sarà un giocatore importante, ma deve ritrovare una condizione fisica ottimale.

De Rossi è stato spesso sostituito da Cristante, o anche da Pellegrini. Sta pensando ad altre soluzioni davanti alla difesa, magari anche per far respirare Nzonzi?
Le soluzioni sono quelle lì. C’è anche Coric, che in questo periodo l’ho fatto lavorare in quella zona di campo e sta crescendo, ma ora abbiamo bisogno più di certezze e dobbiamo sbagliare il meno possibile l’approccio alla partita. Queste valutazioni le sto facendo, anche sui centrocampisti che hanno giocato molto. Nzonzi non ha picchi di velocità altissima ma ha grande continuità e presenza nella partita. A Mosca ha fatto una delle sue migliori partite a livello generale. E’ in crescendo, non so se domani giocherà ma è probabile che lo rimetterò dall’inizio.

El Shaarawy capocannoniere in campionato, ma sembra sempre a metà del guado. Non riesce mai a dimostrare in toto le sue qualità. Inoltre non è mai rientrato negli oltre 50 convocati di Mancini: pensa che sia sottovalutato oppure è solo perché non è ancora arrivato al top delle sue qualità?
Con Mancini non ho mai parlato di questo e non mi ha mai chiesto di El Shaarawy. Quindi non giudico l’operato dei colleghi, il fatto che non l’abbia convocato è una scelta legittima. Stephan ha fatto ottime prestazioni quest’anno, anche se non ha avuto molta continuità come è capitato in passato ma è cresciuto tanto. Sia dal punto di vista fisico che di presenza nella partita. Sono contento del suo rendimento ma anche lui non si deve accontentare, voglio sempre di più. Ed è sempre una questione di mentalità e di approccio, poi ha anche un anno in più. Lo vedo più presente, è migliorato ma può fare molto di più.

Domani si affronteranno due allenatori abruzzesi. Tra Serie A e Serie B sono 6 gli allenatori abruzzesi, una media di uno ogni 200mila abitanti, che è la media più alta in tutte le squadre. E’ una coincidenza oppure come dice Giampaolo l’Abruzzo ha una grande cultura?
E’ una coincidenza secondo me, anche se in Abruzzo ci sono stato meno che in altri posti e quindi non posso dire che cultura ci sia. A Pescara c’è la stessa cultura che sta a Roma, siamo tutti buoni allenatori, anche dal macellaio e dal parrucchiere. Gli allenatori stanno da tutte le parti, chi più e chi meno con determinate competenze. Giampaolo è un allenatore che si è fatto per strada passando anche momenti difficili, ora sta meritando di stare in Serie A. Io a lui ho rubato qualcosa quando ho iniziato ad allenare, facevo riferimento a lui per diverse situazioni di gioco.

Sull’atteggiamento e la concentrazione: è più facile trovarla in Champions, meno in campionato. Come si lavora su questo fatto, soprattutto consapevoli che in Champions si va attraverso il campionato?
Hai detto la cosa più giusta di tutte, la ripeto continuamente e questo deve spostare gli equilibri mentali della nostra squadra che deve approcciare a queste partite con più continuità. In Champions abbiamo vinto ma l’ultima mezz’ora, quando loro erano in 10, non mi è piaciuta. Poi non mi ricordo se la Roma in Champions abbia mai fatto questi risultati e questo è un motivo di orgoglio. Ma il fatto di accontentarsi mi dà noia in maniera impressionante, perché queste partite vanno chiuse e vinte in un certo modo, convincendo, prendendo forza e sicurezza, cercando di prevalere nettamente sull’avversario quando sei in dominio. E questo è un aspetto mentale, non devi smettere di fare la corsetta in più che ti permette di metterti a posto. E in campionato dobbiamo trovarlo subito, non abbiamo tempo di ragionare troppo sul fatto che alcune partite si preparano meglio. Le partite vanno trattate allo stesso modo, punto e basta. Domani la partita va approcciata nello stesso modo, che ci sia la musichetta o no, magari gliela metto prima della partita, perché dobbiamo portare a casa la vittoria. Poi la prestazione è una cosa, il risultato è un’altra. Non possiamo analizzarle nella stessa maniera, per questo voglio una prestazione convincente per poter fare poi un ottimo risultato.

Giocherà ancora Jesus?

Potrebbe giocare di nuovo dall’inizio Jesus, poi deciderò chi mettere al suo fianco ma potrebbe giocare dall’inizio. E’ un giocatore in ottime condizioni di forma adesso, mi ha dato sempre risposte importanti quando l’ho messo in campo.

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