Roma-Milan, nel ricordo di De Falchi. La sorella a FR: “Giorno speciale, Antonio è qui con me”

Roma-Milan, nel ricordo di De Falchi. La sorella a FR: “Giorno speciale, Antonio è qui con me”

Anna, a trent’anni dal giorno in cui gli hanno strappato Antonio, per la prima volta è venuta allo stadio, invitata dai ragazzi del gruppo Roma: “Sono come una famiglia”

di Valerio Salviani, @vale_salviani

Trent’anni senza Antonio. Sono già passati trent’anni da quel gesto infame che non ha ancora spiegazioni, e che probabilmente non le avrà mai. Una vita così bella e così fragile, da volare via di colpo in una notte d’estate. De Falchi vive, urla chi lo conosceva e chi ne ha solo sentito parlare. Vive nel cuore dei tifosi della Roma, che ogni anno dal 1989 lo ricordano allo stadio e fuori, e lo riportano in curva, su una bandiera che è un simbolo indelebile della Sud. E vive nel cuore della sua famiglia: di mamma Esperia, del fratello Marco, e della sorella Anna, oggi in curva per la prima volta in questi trenta lunghissimi anni: “E’ un’emozione indescrivibile, una giornata speciale“ ha raccontato a ForzaRoma.info.

FAMIGLIA – Roma-Milan è, e sarà sempre, la partita di Antonio. Oggi, tutta la Sud sventolerà le sciarpe al vento in sua memoria. E i ragazzi del gruppo Roma, “che sono come una famiglia” spiega emozionata Anna, gli hanno preparato una coreografia. Un gesto importante, oltre il momento di una Roma in difficoltà, che si aggiunge a tutto quello che fanno da quel giorno per far si che nessuno dimentichi. E la Roma? “Dalla società non ho mai sentito nessuno – ci racconta – ma spesso dei giocatori sono venuti a trovarci a casa. Penso ad Aquilani o a Nela (solo Sebino per lei ndr)”.

UN SOLO CUORE “Venendo allo stadio ho pensato ad Antonio, a quello che viveva quando si emozionava per questi colori” continua Anna, che un rimpianto però ce l’ha: “Sarei dovuta venire più spesso”. Stasera ci sarà, e ci sarà anche Antonio insieme a lei. “E’ sempre nel mio cuore. Sarà emozionante stare in mezzo a questi ragazzi, spero di non piangere”, ci dice, ma gli occhi già brillano. Che sia una festa allora. Come avrebbe voluto Antonio. “E forza Roma”.

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