Roma, la maledizione della 15: Marcano sulle orme di Moreno e Vermaelen

Roma, la maledizione della 15: Marcano sulle orme di Moreno e Vermaelen

Dopo il messicano anche lo spagnolo sta trovando poco spazio, diventando il quarto centrale nelle gerarchie di Di Francesco. Forse anche colpa di quel numero che sulla maglia dei difensori porta sfortuna

di Jacopo Aliprandi, @JacopoAliprandi

I superstiziosi soffrono di triscaidecafobia, la paura del numero tredici, a Trigoria invece è il quindici a spaventare gli addetti ai lavori. Un numero sulla maglia che se indossato dai difensori spegne il talento o, rimanendo nel fantastico, lo ruba in stile Monstars in Space Jam.
Sarebbe abbastanza facile addossare le colpe del flop di Ivan Marcano ed Hector Moreno solamente a un numero di maglia, il 15 appunto, resta però inspiegabile come due difensori centrali acquistati per giocarsi una maglia da titolare con Manolas e Fazio siano spariti dai radar di Di Francesco, diventando degli esuberi nel giro di pochi mesi.

MARCANO COME MORENO – Preso da Monchi questa estate a parametro zero, Ivan Marcano era arrivato a Roma per diventare nel giro di poco tempo l’alternativa a Fazio. Tante partite da giocare tra campionato, Coppa Italia e Champions League, il centrale spagnolo avrebbe dovuto ritagliarsi lo spazio necessario per un turnover di qualità ed b. E invece si è ripetuta, o quasi, la scena della scorsa stagione quando Hector Moreno – capitano della nazionale messicana – collezionò solamente sei partite, per un totale di 317 minuti totali. Un flop clamoroso che costrinse Monchi a fare mea culpa e a cederlo a gennaio al Real Sociedad.

NOVE PARTITE – Marcano di partite ne ha giocate quattro, raccogliendo ancora meno minuti di Moreno: in tutto 270. Anche con un Fazio in ritardo di condizione Di Francesco gli ha preferito Juan Jesus che ha risposto presente, scalando nuovamente le gerarchie di squadra. Significative in negativo poi le prestazioni dell’ex Porto: quando ha giocato la Roma ha vinto solamente una volta (contro il Frosinone, entrando nella ripresa a risultato già acquisito), poi tre sconfitte contro Milan, Bologna e Spal. Poca continuità per capire a pieno i meccanismi di squadra e prendere confidenza con il gioco difranceschiano, problemi però che Marcano avrebbe dovuto risolvere in parte mettendoci l’esperienza accumulata nei sui anni al Porto tra campionato e Champions. A gennaio, alla riapertura del mercato, restano nove partite: quando (e se) verrà chiamato in causa dovrà dimostrarsi pronto per spezzare la maledizione del numero 15, per non fare la fine del suo predecessore.

MALEDIZIONE – Sarebbe troppo facile giustificare il flop Marcano con un semplice numero, seppur la storia del 15 sulla casacca di un difensore non sia mai stata così fortunata. Prima dello spagnolo e del messicano è stato Vermaelen a prenderla in custodia. Non servono tante parole per raccontare la sua avventura in giallorosso: dodici partite, solo quattro giocate interamente, e un infortunio che lo ha tenuto fuori per quasi tutta la stagione. Ancor prima del difensore del Barcellona il 15 era stato affidato a un altro centrale che ha avuto poca fortuna (e qualità) per rimanere nella Roma: Simone Loria. Per Antunes Roma è stata una tappa di passaggio, Zebina invece ha vinto uno scudetto con la 15 facendo però passare ai romanisti attimi di terrore con le sue ‘zebinate‘. Womé, Servidei, Rossi, Lucci… Tutti difensori che hanno collezionato poche presenze senza incidere nella storia della Roma. Anche Francesco Rocca nella sua prima stagione in giallorosso (prima di prendere un altro numero) aveva giocato solamente otto partite, naturalmente con la quindici sulle spalle. Si è salvato solamente Antonio Comi – ora dirigente del Torino – che è riuscito a vincere una Coppa Italia nel 1990. Che fortuna.

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  1. encat - 2 mesi fa

    non è colpa del numero, è che sono proprio tre pippe, c’è poco da fare. Prima di loro ce l’aveva un certo Pjanic, scusate se è poco

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