Roma, il buon Pastore non trova pace: l’odissea senza fine dei suoi infortuni al polpaccio

Roma, il buon Pastore non trova pace: l’odissea senza fine dei suoi infortuni al polpaccio

Nelle 7 stagioni al Psg, l’argentino è stato fuori per 407 giorni, saltando ben 76 partite. Gran parte degli stop sono dovuti ai muscoli gemelli della gamba destra, ma anche inguine, coscia, ginocchio e… occhi gli hanno dato problemi

di Melania Giovannetti, @MelaniaGvn

La lista degli infortuni di Pastore è più lunga di quella delle mie partite. Non ho mai visto una cosa del genere”. Due anni fa Christophe Dugarry, ex attaccante francese campione del mondo nel 1998, interveniva ai microfoni di un’emittente radiofonica parigina e commentava così l’ennesimo stop di Javier Pastore. Parole che, lette a posteriori, lasciano un po’ interdetti ma, nonostante l’evidente esagerazione, non sono poi così lontane dalla realtà. Basta fare una breve ricerca per scoprire che, nelle 7 stagioni in Francia, l’argentino è stato in infermeria per un totale di 407 giorni, saltando ben 76 partite. Facendo un rapido calcolo, si tratta di ben 2 campionati saltati a causa di tutti quegli infortuni che in Ligue 1 gli sono valsi il soprannome di ‘Uomo di vetro’.

L’INIZIO DELL’ODISSEA – Da ieri Pastore è ai box nell’infermeria della Roma a causa di un fastidio muscolare al polpaccio destro, il suo vero tallone d’Achille. Anche se l’argentino è stato fermo sia nella sua prima che nella seconda stagione parigina per degli infortuni alla coscia con tanto di lesione delle fibre muscolari, l’odissea col polpaccio è partita nel dicembre del 2014, esattamente un mese dopo essere stato nominato ‘Miglior giocatore della Ligue 1 di novembre’. Due settimane fuori dai giochi, due partite saltate e poi di nuovo subito in campo. Quattro gare di campionato, poi ecco un nuovo stop, sempre per un infortunio al polpaccio. Altri 14 giorni ai box, altri 4 match fuori, ma poi tutto fila liscio fino alla fine della stagione 2014/2015, una delle sue migliori annate, tanto che il primo giugno del 2015 arriva il rinnovo col Psg fino al 2019.

NOVE INFORTUNI IN POCO PIU’ DI UN ANNO – Dopo l’estate del 2015, tutto cambia. Tre partite di Ligue 1 in cui raccoglie meno di 90’ totali e Pastore si ferma di nuovo. Il motivo? Il solito polpaccio destro che da qui in avanti non lo lascia più in pace. Due settimane ai box fino a metà settembre, poi il rientro in campo fino allo stop da fine ottobre a fine dicembre per una brutta contusione rimediata alla tibia in nazionale. L’argentino si ferma per ben 63 giorni e l’ambiente parigino comincia a mormorare, eppure l’odissea vera e propria di Pastore sta soltanto per cominciare. È il 2016 l’anno peggiore: dal 21 gennaio fino al 13 febbraio dell’anno successivo, il numero 27 resta lontano dal campo per ben 177 giorni e 36 partite a causa di 9 infortuni. Escludendo gli ultimi due mesi di stop dovuti alla rottura del legamento crociato collaterale del ginocchio, gli altri giorni (111) in infermeria derivano tutti da problemi muscolari in gran parte al polpaccio, ma anche l’inguine costringe Pastore a fermarsi. Senza dimenticare la brutta congiuntivite che non gli ha dato tregua dall’ottobre del 2015 al febbraio del 2016.

IL VIAGGIO IN CINA – Da metà febbraio del 2017 Pastore riesce a tornare in campo fino alla fine della stagione, il bilancio delle annate 2015/2016 e 2016/2017 è fin troppo chiaro: 26 le presenze nella prima, 23 nella seconda. Sommandole, non si arriva nemmeno alle 51 apparizioni del 2014/2015, la stagione che gli era valsa il rinnovo. Via all’annata 2017/2018 con agosto che fila liscio, finché Pastore non va in nazionale e… si ferma di nuovo. Il solito polpaccio destro torna a far male, e stavolta lo tiene in infermeria per oltre un mese. A questo punto il Psg, stanco dell’ennesima ricaduta, decide di prendere la situazione in mano e, come racconta L’Equipe, manda Pastore prima a Madrid (per svolgere nuovi esami e seguire un protocollo di cura che si basa sulla ginnastica posturale e sull’adozione di speciali plantari ortopedici) e poi in Cina, dal famoso fisioterapista brasiliano Eduardo Santos, luminare del settore che lavora per lo Shanghai e che ha rimesso in piedi David Luiz in tempi record nella primavera del 2015. La cura in Cina dà i suoi frutti e, dopo un altro stop tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018, Pastore non si ferma più. Fino a ieri, quando sui social giallorossi hanno cominciato a rimbalzare i numeri dei tanti infortuni muscolari degli ultimi anni. Nella speranza che questa sia solo la coda della lunga odissea parigina.

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