Roma, i complimenti dei ruffiani fanno solo danni

Roma, i complimenti dei ruffiani fanno solo danni

Squadra elogiata per l’atteggiamento allo Stadium, nella sconfitta contro la Juve. La verità è che troppe carezze fanno male se non accompagnate dai “no” che fanno crescere

di Francesco Balzani, @FrancescoBalza8

Applausi per una sconfitta. E’ successo tante volte nella storia della Roma, non ultima la batosta col Bayern Monaco in casa. La tifoseria giallorossa, infatti, è tra le più innamorate del mondo e quando si è innamorati si perdona anche un errore, seppur grossolano. Ma non vogliamo qui descrivere i peccati di eccesso d’amore di una piazza decisamente ptollerante rispetto a quelle di Torino, Milano, Madrid o Londra. Ciò che stona oggi, dopo la nona sconfitta di fila a Torino, è l’atteggiamento dei “famigeratimedia romani. Quelli che, secondo alcuni, sfondano a prescindere, criticano e non accettano critiche.

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Mai balla fu più totale, almeno in questi ultimi anni. Dopo il ko con la Juventus, che poteva dilagare se Olsen non si fosse trasformato in Batman, si è passati alla celebrazione del “pressing per mezz’ora”, del “tiro in porta”, del “eh ma Ronaldo non ha segnato”. Insomma dai media amici, e non parliamo di quelli ufficiali che hanno tutte le ragioni per farlo, sono arrivati i complimenti. Ma di cosa? Di un decimo posto? Dell’ottavo ko in 23 partite? Dell’atteggiamento da provinciale della squadra di Di Francesco contro il club più forte d’Italia? Lo stesso avvenne più di due anni fa dopo la sconfitta in casa col Real Madrid. Un’ondata di complimenti che fece incazzare pure Spalletti che ha tanti difetti, ma non quello di accontentarsi.

Così la critica romana e testaccina, affettuosa e a volte esagerata è diventata benevolenza da radical chic. E da Roma si è passati a Cagliari, Bologna o Sassuolo. Piazze dove una sconfitta di misura con una Juventus stanca passa quasi come un successo. Le voci, e penne amiche, invece quasi minacciano: “Ma come vi azzardate a criticare la Roma oggi?”. Eh si, non permettetevi. State al vostro posto in attesa di un quarto posto che in tempi non sospetti conquistava pure la Roma di Mazzone. Non giudicate il lavoro di Monchi, lui ha vinto a Siviglia quindi può far quello che vuole. Anche spendere quasi 100 milioni per Pastore, Schick, Karsdorp, Bianda e Coric. Gente che a Torino non otterrebbe nemmeno il pass per il parcheggio di Vinovo. “Eh ma in Italia ha vinto solo la Juve”, vi risponderanno. Altra balla. Negli ultimi 10 anni hanno vinto anche Inter, Milan, Lazio e Napoli. Poco, per carità. Ma almeno una notte di caroselli con la coppa in braccio l’hanno passata.

La verità è che troppe carezze fanno male se non accompagnate dai “no” che fanno crescere, se non giustificate. A meno quelle carezze, che una volta erano cazzotti nello stomaco (ricordate le critiche per i 2° posti?), non siano dettate dalla maledetta voglia di avere ragione. Ma la ragione di chi é? Buon Natale a tutti, e noi no non festeggiamo una “leggera sconfitta”. Questa Roma non sia schiava dei risultati, ma non diventi nemmeno padrona dei complimenti obbligati.

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