Fiducia Monchi: “Il progetto è vincente, ma serve tempo. Il Barça? Penso solo alla Roma”

Fiducia Monchi: “Il progetto è vincente, ma serve tempo. Il Barça? Penso solo alla Roma”

Il ds ha parlato alla vigilia del match con il Real Madrid: “Non sarà come all’andata, spero che la giocheremo faccia a faccia. Abbiamo una rosa giovane, pensiamo al presente e al futuro”

di Valerio Salviani, @vale_salviani

“Siamo la capitale d’Italia, il progetto è vincente”. Monchi non arretra di un millimetro anche dopo l’ultima sconfitta contro l’Udinese. Il ds torna a parlare dei suoi in vista del super match dell’Olimpico contro il Real Madrid. Ecco la sua intervista per il quotidiano spagnolo Marca:

E’ passato molto dal 3-0 dell’andata, nel quale il Real Madrid sembrava imbattibile…
A livello di motivazioni, la Roma c’è al 100%. L’anno scorso è stato magnifico, quest’anno abbiamo fatto molti cambiamenti e ci è servito del tempo per trovare la strada giusta. Ora siamo più vicini a quello che vogliamo. La squadra si conosce meglio e stiamo raggiungendo un buon livello.

Che partita si aspetta domani?
Totalmente diversa dal Bernabéu, dove non soffriremo tanto e dove la Roma sia la squadra dell’ultimo anno e mezzo in Champions nelle sue partite in casa. Una squadra che domina, con la mentalità vincente. Vorrei vedere una squadra ambiziosa, che giochi faccia a faccia con il Real.

L’ha sorpresa il modo in cui la squadra è crollata in quel match?
Sì, ed è qualcosa di cui abbiamo parlato in privato nello spogliatoio. Abbiamo avuto problemi di infortuni che non ci aspettavamo. Contro la Roma si è visto un Real molto completo.

Ha capito cosa è successo con Lopetegui?
Da qui non posso dare un giudizio e non voglio farlo.

Come sta vedendo il Real adesso?
Sta recuperando tranquillità e giocatori infortunati. Li vedo più tranquilli, meno offuscati che nelle ultime partite. Le qualità le hanno, devono solo trovare la strada giusta.

L’immagine che ha lasciato nel match con l’Eibar è stata imbarazzante però…
Stanno cercando di superare situazioni difficili, le squadre grandi sono tali perché sanno rialzarsi velocemente.

Continua a vederli favoriti in Champions?
Il Real è sempre favorito in ogni competizione. E’ sempre così.

La Roma farà ancora le semifinali?
Prima dobbiamo superare il girone. Poi, i club che ambiscono a essere grandi non si pongono obiettivi. Una volta raggiunto il massimo livello, si può arrivare ovunque.

Tra gli infortunati della Roma qualcuno ce la farà a recuperare?
Kolarov sta bene e Manolas tornerà. De Rossi, Pastore e Perotti no.

Qual è il giocatore più pericoloso del Real Madrid?
Forse Benzema. Ha recuperato fiducia e sta prendendo le responsabilità. Ho anche letto che vuole essere l’erede di Cristiano. Qualunque giocatore del Real può essere determinante.

Chi porterebbe alla Roma?
Non posso dirlo perché sicuramente lascerei fuori 2 o 3 che mi piacciono.

Che ne pensa di Asensio?
Ha qualità e tecnica pazzesche, ma i giocatori non sono macchine.

Avete comprato undici giocatori. Un progetto ambizioso che combina esperienza e gioventù.
Per l’importanza, il tifo, essere la capitale d’Italia, l’intenzione è avere un progetto vincente. Tutti i processi vanno portati avanti un passo alla volta e l’anno scorso ne abbiamo fatti già d’importanti. Abbiamo sempre bisogno di tempo. Abbiamo una delle rose più giovani d’Italia e della Champions. Pensiamo al presente e al futuro. Abbiamo 17 internazionali: Italia, Repubblica Ceca, Svezia, Francia, Serbia, Olanda… E’ un progetto che ha bisogno di tempo per maturare.

Farete degli acquisti a gennaio? Ceballos è un nome che vi interessa?
Ad oggi stiamo amalgamando i giocatori che ci stavano con quelli che abbiamo firmato, è ancora presto per fare valutazioni. Su Ceballos non c’è nulla.

Le danno fastidio i rumors di un suo passaggio al Barcellona?
Sono contento sia a livello personale che professionale. Sto crescendo, sto conoscendo meglio un campionato diverso e i rumors che si sentono fanno parte del quotidiano. Ho il rispetto di tutti, penso solo a continuare nella Roma.

Che si dice di Cristiano in Italia?
E’ stato necessario un periodo di adattamento anche per lui. Ora stiamo vedendo il vero Ronaldo. Un giocatore determinante, è contento con la Juve. E’ lo stesso Cristiano, ma con una maglia diversa.

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