Roma-Entella, De Rossi: “Brava la Virtus, ma noi abbiamo giocato da squadra”

Roma-Entella, De Rossi: “Brava la Virtus, ma noi abbiamo giocato da squadra”

Il tecnico dei giallorossi ha parlato al termine della partita vinta con i liguri

Al termine del match che ha regalato la coppa Italia alla Roma, Alberto De Rossi è intervenuto ai microfoni dei cronisti.

DE ROSSI A SPORTITALIA

Mister, tecnico pluripremiato. Qualcuno diceva che eravate in fase calante, questa vittoria è la vostra reazione d’orgoglio.
Andiamo con ordine. Sottolineiamo la bravura degli avversari, abbiamo sofferto per merito loro. E’ stata una partita equilibrata perché sono forti, ma per noi non è una novità. Li conosciamo bene e nonostante questo nel primo tempo ci hanno messo in difficoltà. Non dimentichiamo che parecchi di loro hanno già giocato in Serie B e hanno un passo e una malizia diversi rispetto ai nostri, che, però, hanno risposto da grandissima squadra. Tutti hanno sofferto, poi sono stati cinici, poi si sono raggruppati e hanno ribattuto colpo su colpo.

Avete già messo in bacheca Supercoppa e Coppa Italia, adesso rimane lo scudetto.
Intanto la corsa allo scudetto ci si è un po complicata. Abbiamo avuto un calo dopo i primi quattro mesi fantastici. Un calo dovuto a tante cose. Non dimentichiamoci che i nostri ragazzi giocano molto, la Youth League porta via energie e comunque ci poteva stare. Abbiamo fatto fatica a ritrovarci ma già con il Genoa avevamo portato a casa un pareggio contro una squadra forte, Sabato abbiamo vinto facendo un’impresa a Palermo.

Quando ha capito che potevate vincere anche oggi
Il secondo tempo è stato molto più tranquillo, abbiamo ripreso le distanze. Nel primo tempo avevamo perso tutti i duelli a centrocampo perché la squadra si era allungata. Devo dire che non è stato tanto perché i nostri si fossero allungati, ma perché il loro gioco ci ha messo in difficoltà. Poi abbiamo fatto un cambio in mezzo al campo e siamo riusciti a trovare piu coesione. Il resto lo hanno fatto i ragazzi.

DE ROSSI A ROMA TV

Sono arrivate delle conferme bellissime?
La conferma che allenare la Roma dà tante soddisfazioni, ti mette a disposizione giocatori forti. Senza di loro è difficile vincere le partite. Va sottolineata la forza dell’avversario, una squadra forse superiore alla categoria. Poi un altro aspetto che può sancire il ritorno all’antico, una squadra che aveva fatto sfracelli all’inizio, poi ha avuto un calo. Abbiamo completato questo ritorno, questa piccola riqualificazione della forza di questo gruppo, che è molto alta ma che avevamo perso.

Forse siete abituati troppo bene…
Le critiche puoi anche accettarle, ma è pur vero che ci giochiamo Supercoppa, Coppa Italia, scudetto… teniamo tanto a quello che facciamo. Sappiamo benissimo che gli impegni, con 40-45 partite, quando giochi sistematicamente anche il mercoledì, quando vieni chiamato in nazionale che partono, ritornano e rigiocano… abbiamo cercato di mascherarlo un pochino, abbiamo pensato che non avvenisse, ma servivano due squadre di pari livello per fare tutte le manifestazioni. Da qui a dire che erano fenomeni, poi brocchi, c’è di mezzo la squadra che combatte, vorrei vedere in tutta la stagione chi non ha sofferto contro l’Entella.

Il gol di Soleri ha sbloccato la partita…
Abbiamo sofferto troppo anche riconoscendo il valore dell’avversario, che è altissimo. Si vede che hanno 2-3 giocatori che spostano gli equilibri. Nel primo tempo abbiamo subìto troppo, è chiaro che il rigore cambia la partita, la mentalità, l’empatia della partita. La cambia in negativo a loro e in positivo a noi. Nel secondo tempo c’è stato dell’altro, una condizione più fresca e agevole, poi questa voglia di combattere che mi ricorda la prima parte di stagione.

Lei è una costante della Primavera…
Dico che la costante è lavorare con la Roma in un posto dove c’è organizzazione, c’è programmazione, materiale di prima qualità. Senza giocatori non si vince, il lavoro lo conosco, devo dare il contributo, devo ringraziare la società per lo staff che ho. L’importante è che la Roma sia di grande livello.

E’ una vittoria importante per il resto della stagione?
Assolutamente sì, può essere la ciliegina della rinascita. La dedichiamo anche a Lorenzo Di Livio”.

DE ROSSI IN CONFERENZA STAMPA

Questa vittoria può dare una spinta per il campionato?
Noi dobbiamo dividere la stagione, che è iniziata in una maniera diversa da come è proseguita. Sappiamo che c’è stato un calo, ma per fortuna vuoi per i ragazzi, vuoi per la società, vuoi per la nazionale questi sono ragazzi che non si fermano mai. Può capitare che devono giocare dopo la nazionale in campionato in Coppa Italia. Noi non abbiamo mai avuto incertezze sul valore dei ragazzi. Abbiamo avuto un mese negativo, ma conoscevamo le qualità di questi giocatori.

Sul percorso della Roma.
Per tanti anni il nostro girone, quello del Sud, era definito quello più facile. Dirlo adesso sarebbe scorretto.Il nostro girone è un girone fortissimo per le qualità delle altre squadre. E noi siamo molto contenti di questa, perché giocare contro squadre  che non ti danno opposizione non ci aiuta. Ci danno i tre punti ma non ci aiutano a giocare. I ragazzi stanno facendo una grande stagione e sono sicuro che lo dimostreranno in questo finale di stagione.

Due trofei oggi, come hanno reagito i ragazzi all’Olimpico? E’ il definitivo trampolino di lancio per Soleri e Marchizza?
E’ stato un trampolino di lancio un  po’ per tutti, a parte nel primo tempo che non riuscivamo ad accorciare. Poi i ragazzi hanno dato tutti una prova di grandissimo livello. Facemmo una finale qui e ci tremarono le gambe, i ragazzi più fanno esperienza e più crescono. Se riesci a portare a casa la partita o un trofeo è segno che siamo sulla strada giusto.

Aveva pensato di cambiare l’assetto della squadra? E’ auspicabile che la Primavera possa diventare un campionato professionistico come la serie B?
L’Entella già ricalca questo modello. Si vede come 3 o  4 giocatori hanno già questa maturità. Hanno più cattiveria e malizia dei coetanei. Per quanto mi riguarda è un’esperienza che potrebbe essere messa in pratica anche oggi. Noi proviamo tanti schemi in allenamento che possono portare i ragazzi a fare confusione. Ma il cambio di modulo lo stavo già pensando da un po’, perché non riuscivamo a pressare i difensori o il mediano. Questa scelta ha collegato il centrocampo con l’attacco, bloccando Di Paola che stava facendo il bello e il cattivo tempo.

Il distacco con Inter e Atalanta è giusto?
Direi di no, abbiamo battuto 4 volte su 5 l’Inter. Ma sono stati più costanti di noi, non dico che lo avevo messo in preventivo ma ce lo aspettavamo. Anche per via della Youth League. Chi l’ha organizzata ha fatto qualcosa di grandissimo per i ragazzi, oltre che per la qualità e per i viaggi. Ti toglie però molte energie. Noi forse abbiamo caricato troppo i ragazzi, dando troppa importanza. Volevamo andare a Nyon ma forse questo ha destabilizzato i ragazzi. Noi comunque ci tenevamo moltissimo alla Youth League.

 

 

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy