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Di Francesco: “Che lezione dal Celta, ci hanno massacrato. Con l’Atalanta faremo una grande partita”

Le parole del tecnico dopo la sconfitta contro gli spagnoli per 4-1

Redazione

Una brutta sconfitta a solo una settimana dall'inizio del campionato. La Roma è uscita pesantemente sconfitta dal Balaìdos di Vigo contro il Celta. Eusebio Di Francesco dovrà lavorare molto in settimana per dare alla squadra l'intesa ed il gioco necessari per affrontare l'Atalanta. Al termine della partita, finita 4-1 per i padroni di casa, il tecnico ha parlato ai cronisti presenti in conferenza stampa.

Cosa non è andato nel primo tempo?

Un disastro, sia a livello tecnico-tattico che fisico. La squadra arrivava sempre tardi sulle pressioni, ci sarebbe voluto un time-out. Non mi è piaciuta per niente la squadra e la sua preparazione, né l'approccio. Nel secondo tempo la squadra è entrata con un approccio diverso, nonostante il 4-0 potesse favorire il Celta Vigo sul palleggio. Abbiamo messo in campo un'intelligenza tattica che ci era mancata nel primo tempo.

Sei gol subiti in due partite, di cui tutti con tante riserve in campo. Le sue valutazioni?

Al di la dei gol, è la prestazione. Sono delle valutazioni importanti che farò nelle sedi opportune. Le responsabilità principali sono sempre dell'allenatore. E' un'amichevole e mi auguro che questa partita ci serva da lezione. Io dico sempre che come ci si allena, poi si gioca. Dobbiamo alzare la qualità degli allenamenti insieme.

Una domanda filosofica: serve tempo per un cambio di struttura, ma manca una settimana all'Atalanta. Si è ancora in tempo per cambiare o si è un po' in ritardo?

C'è sicuramente tanto da lavorare. Non mi preoccuperei, però, delle questioni di filosofia, ma degli atteggiamenti. Non penso che spostare un uomo avanti o uno indietro possa dare più o meno equilibrio, ma allo stesso tempo modificare un 4-3-3 con un 4-2-3-1 cambierebbe moltissimo. L'aspetto su cui devo insistere è come preparare le partite. E' quello che non mi è piaciuto. Siamo a 7 giorni all'Atalanta e bisogna cancellare questo primo tempo. Poi ognuno ha le sue opinioni e meno male che è così, altrimenti vedremmo il calcio tutti allo stesso modo. Io dico che a  Siviglia avevo visto una squadra in crescita, oggi siamo andati in crisi.

Insiste molto sull'approccio, ma a calciatori come Fazio e Gonalons, che hanno molte partite alle spalle, si può insegnare a migliorare questo aspetto?

Devo allenare questo aspetto. Gli errori di oggi hanno determinato la partita. Potevamo prendere 5 o 6 gol. Non attacchiamoci agli episodi. Questo ci deve far riflettere: non mi aspettavo assolutamente un primo tempo del genere, nonostante avessi cambiato tanto sia per dare minutaggio a tutti, sia perché, con la partita di Siviglia di pochi giorni fa, avevo bisogno di far recuperare alcuni in vista del campionato. Abbiamo trovato una squadra che nel primo tempo ci ha massacrato. Non abbiamo scuse, ogni volta che andavamo in avanti eravamo sempre in ritardo. Le partite non si preparano ore prima, ma giorni prima. Va fatto capire ai ragazzi, anche prima dell'Atalanta. Magari prima avevano altri modi per preparare le partite, ma adesso c'è un altro modo che deve entrare nella loro testa. Avevamo preparato delle cose e in campo abbiamo fatto praticamente il contrario.

Si è sempre detto che la Roma aveva 22 titolari. Pensa che una parte del gruppo sia più avanti di un'altra? In questo primo tempo la squadra ha faticato molto nel palleggio e anche la difesa come reparto...è tutto collegato?

Possono essere tutte collegate, o tutte singole. Bisogna andare a vedere nel caso concreto. Non esistono linee di difesa, di centrocampo o di attacco, oggi abbiamo fatto più pressione che pressing. La pressione è di un singolo, il pressing è di squadra. Abbiamo fatto tante pressioni fatte male e questo permetteva loro di uscire sempre col palleggio, la linea difensiva era sempre costretta a scappare e si sbagliava l'aggressione iniziale. Non abbiamo fatto le verticalizzazioni che ho chiesto e piacciono a me, ma per fortuna era solo un'amichevole. I giudizi ora saranno pesanti. Questa partita ci servirà da lezione e con l'Atalanta faremo una grande partita. Meglio prenderli prima certi schiaffi. Svegliano tutti, anche me.

Pensa che i giocatori abbiano sottovalutato la partita? Dalle due amichevoli ha tratto indicazioni per il mercato? Abbiamo visto che ha parlato con Monchi...

Con Monchi parlo sempre di tutto, parliamo anche di prosciutto e di altro. Ritengo che questa partita sia stata importante per le valutazioni del momento, perché non mi piace fare valutazioni definitive. Ci sono delle cose da migliorare e insieme al direttore le valuteremo. In base a questo, dobbiamo continuare a lavorare su questo nostro percorso, con l'Atalanta che ci aspetta. Il mio obiettivo è far capire ai ragazzi che non esiste una gara presa sottogamba, è inaccettabile e io sono il primo a metterci la faccia. Adesso non so se sia stata preparata bene o male, siamo stati in ritiro una settimana, mi sembra un paradosso. Questa gara sta a significare che si preparano con la testa.